domenica 13 giugno 2021

Ultimamente nessuna risposta dagli Enti locali alle nostre interrogazioni

Come sapete, dall'Agosto 2016 siamo in continuo contatto con ATS Bergamo e Lecco per monitorare l'andamento dell'indagine epidemiologica sulle emissioni del camino della cementeria Italcementi- Heidelberg di Calusco d'Adda.

Tenendo sempre presente l'eccezione che, contrariamente alle nostre intenzioni, l'indagine NON è stata svolta da un ente indipendente ma è stata richiesta direttamente ad Italcementi aprendo la strada, a nostro avviso, ad un pesante conflitto di interessi: il controllato è anche il controllore!

Vi invitiamo a rileggere le nostre considerazioni nell'articolo del 30-05-2018:

https://comitatolna.blogspot.com/2018/05/febbraio-2015-i-comitati-attivano-la.html

Negli ultimi quattro mesi, dopo l'ultima risposta di ATS del 01-02-2021 ed una nostra richiesta datata 15-04-2021 con sollecito del 20-05-2021, non riceviamo alcun riscontro. Questo avviene dopo che, nell'ultima risposta ricevuta, si annunciava un sollecito ufficiale da parte di ATS relativo all'ottenimento dei risultati e quindi alla conclusione della pratica.

In TUTTE le nostre sollecitazioni chiediamo incontri ufficiali con ATS per condividere i risultati, anche con tecnici indipendenti di ns. conoscenza, allo scopo di dare piena trasparenza alla pratica.

Speriamo che questo silenzio non significhi la decisione da parte degli enti di procedere in maniera indipendente,  tralasciando il rapporto con i comitati che hanno raccolto 10.000 firme di cittadini ora depositate in Provincia di Bergamo per richiedere l’indagine sanitaria e di negare il permesso di aumento dei rifiuti introdotti nel cementificio.

Restiamo fiduciosi in attesa di un riscontro da parte degli Enti locali.




domenica 7 marzo 2021

Regione Lombardia favorisce l'introduzione dei CSS nei cementifici

 Questo è il secondo capitolo del nostro precedente post:

https://comitatolna.blogspot.com/2020/09/regione-lombardia-intende-favorire.html

Solamente che ora non "intende favorire", ma FAVORISCE in quanto ha emesso una specifica delibera in merito...

Regione Lombardia che, si sa, ha a cuore la qualità dell’aria nel suo territorio, ha appena emanato una Deliberazione per FAVORIRE la combustione die CSS nei cementifici.

Nel documento dichiarano che si muovono “sulla base di richieste pervenute da operatori locali sul territorio Regionale” (industrie).

Quelle richieste sì che vengono accolte. Le richieste dei cittadini, invece, te le raccomando… (visto che NON vogliono che si brucino rifiuti peggiorando le emissioni).

Infatti, a conferma di questo, il documento intende (in alcuni casi) favorire la variazione di “combustibile” senza alcuna VIA che (per chi non lo sapesse) è lo strumento democratico a disposizione di enti e comuni (ed anche comitati e cittadini) per dare voce in capitolo a tutti, su scelte che NON possono essere considerate solo di privati: visto che poi le emissioni impatteranno su tutti.

https://drive.google.com/file/d/1XnzaULTCD4Jn4mPcKr70ha3mQYhspwQx/view?usp=sharing



domenica 21 febbraio 2021

Il possibile impatto ambientale dei cementifici, una spiegazione dell'Ing. Luciani

Condividiamo questa testimonianza sul possibile impatto ambientale dei cementifici, soprattutto se operanti in prossimità o addirittura in mezzo a centri abitati.

Si tratta di grandi aziende che, di conseguenza, necessitano di grandi attenzioni per fugare ogni dubbio riguardo il possibile impatto sanitario sulla popolazione residente.

QUI SOTTO IL LINK AL VIDEO


domenica 24 gennaio 2021

Appello corale al Ministro dell'Ambiente

UN APPELLO CORALE!!
60 tra Comitati, Gruppi ed Associazioni da tutta Italia scrivono al ministro dell'ambiente Sergio Costa per chiedere di fermare la combustione di CSS nei cementifici!!
SCARICATE il documento e diffondete!!
"Associazioni e singoli Cittadini di varie regioni d’Italia, Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, Umbria, scrivono al Ministro Costa per chiedere:
di abrogare il Decreto del Ministero dell’Ambiente n° 22 del 14 febbraio 2013 (cosiddetto “Decreto Clini”), e di scongiurare l’approvazione di qualunque altro provvedimento inteso a incentivare l’incenerimento e il coincenerimento di rifiuti e loro derivati.
di abolire quel Decreto Ministeriale vecchio e dannoso significa ripristinare nel nostro quadro legislativo e civile la giusta e fondamentale valenza del principio di Prevenzione e Precauzione in materia ambientale, a piena difesa e tutela dei Territori e del fondamentale diritto alla Salute dei Cittadini."


 

martedì 6 ottobre 2020

Una vittoria contro lo "sblocca Italia"

Un importante traguardo è stato raggiunto!!

Riportiamo qui sotto le parole del "Movimento Legge Rifiuti Zero per l'economia circolare":

"Dopo quattro anni di battaglia giudiziaria, OGGI FINALMENTE POSSIAMO DICHIARARE LA VITTORIA FINALE CONTRO GLI INCENERITORI PREVISTI NEL DECRETO SBLOCCA ITALIA.

Inviamo il comunicato stampa con la notizia della sentenza definitiva del TAR Lazio rispetto al nostro ricorso contro il decreto attuativo dell'art. 35 dello Sblocca Italia, che prevedeva il potenziamento dei 42 impianti di incenerimento esistenti e la costruzione di otto nuovi inceneritori nel centro sud.

Tale previsione avrebbe aumentato del 50% la quantità di rifiuti inceneriti e di conseguenza l'aumento del 50% delle emissioni in atmosfera di polveri ultrasottili contenenti molecole tossiche come diossine - furani - metalli pesanti.

L'incenerimento è una procedura oramai obsoleta in tutta Europa dato che la nuova normativa di "economia circolare" ha declassato il recupero di energia o la produzione di combustibili da rifiuti ad un pre-smaltimento, bloccando anche i fondi strutturali europei per tutta la filiera impiantistica relativa ai rifiuti non differenziati (dai TMB agli inceneritori alle discariche)

Questo il link del comunicato pubblicato:

https://www.leggerifiutizero.org/2020/10/06/abbiamo-vinto-contro-lo-sblocca-italia/

sabato 3 ottobre 2020

Passi da gigante verso l'economia circolare

 Approvato il decreto legislativo n. 116 del 3 settembre 2020. Il recupero di energia da rifiuto è ESCLUSO dagli obiettivi della Comunità Europea: finalmente si definisce il recupero dei rifiuti come recupero di materia!

  • Entrata in vigore dei decreti legislativi n°116 e 121 sulla corretta applicazione della economia circolare. E' previsto che il ricorso al recupero energetico dei rifiuti o dei materiali derivati da rifiuto (quali appunto il CSS) non siano considerati più "riciclo" e quindi una eventuale estensione di tale modalità di smaltimento è contraria agli obiettivi imposti dalla Comunità Europea di promozione dell'economia circolare.

 

  • L’utilizzo del CSS nei cementifici non è più un obiettivo prioritario rispetto alle altre operazioni di recupero di materiale potenzialmente combustibile (legna, plastica, etc.); la produzione e l’utilizzo di CSS non può più essere considerata attività «virtuosa» né conforme agli obiettivi dell’«Economia circolare»


 

domenica 13 settembre 2020

Regione Lombardia intende favorire l'introduzione del CSS nei cementifici!

Regione Lombardia ha divulgato ai comuni gli atti di indirizzo per il nuovo PREAC, il documento che dirigerà le scelte in merito ad Energia, Ambiente e Clima.

Ebbene, nel documento è dichiarata l'intenzione di favorire "l’utilizzo presso i cementifici lombardi dei combustibili solidi secondari (CSS) derivanti dai rifiuti, in sostituzione di combustibili fossili come il pet coke".

Inoltre, viene citata anche la volontà di rinnovare gli inceneritori adeguandoli alle ultime BAT: una pratica che, ovviamente, ne prolungherebbe il periodo di vista anziché puntare alla loro dismissione.

Da anni ci battiamo affinché i cementifici vengano estromessi da ciclo dei rifiuti, visti i rischi sanitari che questa pratica comporta, e NON POSSIAMO ACCETTARE una presa di posizione di questo tipo da parte di Regione Lombardia, peraltro consapevole della grave situazione di inquinamento ambientale che ci contraddistingue!

Regione Lombardia ha inviato il testo del PREAC ai comuni chiedendo un loro contributo, così noi abbiamo inviato le nostre osservazioni ai ns. amministratori affinché si facciano portavoce di tutti i cittadini che chiedono un VERO RINNOVAMENTO, e non la riconferma delle solite pessime pratiche di gestione dei rifiuti che "chiudono" il ciclo con un incenerimento generalizzato.

Riportiamo qui sotto il link al documento inviato ed il testo del documento stesso.



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Spett.li Comuni in indirizzo sotto indicati

Alla cortese attenzione di:

Sig. Sindaco

Sig. Assessore teritorio/ecologia

Ufficio Segreteria


Per conoscenza

Alla Popolazione tutta.

Lettera aperta diffusa a mezzo stampa.

Gli allegati sono sotto forma di link a documenti online.


Comunicazione inviata ai comuni di:

Bonate Sopra, Bonate Sotto, Bottanuco, Brembate, Calusco d’Adda, Capriate San Gervasio, Carvico, Chignolo d'Isola, Cisano Bergamasco, Filago, Madone, Medolago, Solza, Sotto il Monte Giovanni XXIII, Suisio, Terno d'Isola, Villa d'Adda, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Osnago, Paderno d'Adda, Robbiate, Ronco Briantino, Verderio, Aicurzio, Bernareggio, Busnago, Cornate d'Adda, Mezzago, Roncello, Sulbiate, Grezzago.


OGGETTO : Proposta di atto di indirizzo in materia di Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC) di Regione Lombardia - Coinvolgimento dei comuni nella stessa per la tutela degli interessi sanitari dei cittadini ed ambientali dei territori coinvolti.


Egregi Sig.ri,

ci è giunta informazione che Regione Lombardia, ora in fase di definizione del Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC) che sostituirà il PEAR (Programma Energetico Ambientale Regionale) del 2015, ha inviato gli atti ai comuni chiedendo un riscontro con eventuali contributi volti al miglioramento dello stesso.


In particolare rileviamo che, tra gli atti di indirizzo, compaiono le seguenti voci:


“In riferimento agli asset industriali esistenti, alla prospettiva di decarbonizzazione del settore e all’incremento del recupero energetico, in perfetto allineamento con gli indirizzi del nuovo Piano Regionale verso l’economia circolare in costruzione:


1 • verrà favorito l’utilizzo presso i cementifici lombardi dei combustibili solidi secondari (CSS) derivanti dai rifiuti, in sostituzione di combustibili fossili come il pet coke; 

2 • sarà definito il percorso di progressivo adeguamento degli impianti di incenerimento rifiuti lombardi ai criteri di efficienza energetica contenuti nell’aggiornamento delle migliori tecnologie disponibili (MTD) individuate con la Decisione di esecuzione dell’UE 2019/2010, che prevede l’adeguamento di tutte le installazioni entro il 2/12/2023."



Per quanto riguarda i comuni delle nostre zone, Isola Bergamasca e Meratese/Brianza, siamo convinti sia assolutamente doveroso intervenire puntualizzando sulle ricadute sanitarie ed ambientali che i temi sopra riportati portano con sé.

Ciò detto non deve sfuggire il sottile significato politico dell’iniziativa di Regione Lombardia, la quale, concedendo formalmente agli amministratori locali di intervenire con propri contributi nella definizione delle linee di indirizzo che si stanno progettando, li responsabilizza direttamente (vincolandoli anche per il futuro) sulla qualità delle decisioni che verranno deliberate e sulle ricadute che queste avranno sull’ambiente e sulla salute delle popolazioni residenti.  


E’ dunque questa l’occasione per chiedere con coraggio e forti argomentazioni una diversa impostazione del Programma infatti, posto che non condividiate senza riserve l’impianto proposto dal PREAC, il Vostro silenzio equivarrebbe ad una accettazione in toto della proposta.


Vi scriviamo quindi, essendo Voi amministratori interessati da questi due punti del PREAC, per ribadire le seguenti considerazioni, già più volte diffuse dai comitati, che chiediamo siano da Voi condivise e riportate chiaramente a Regione Lombardia in questa fase decisionale.


Per quanto riguarda il punto 1:


1A)

Focalizzando sui cementifici che bruciano rifiuti, da tempo i comitati riportano dati che certificano un incremento di buona parte degli inquinanti in emissione nel momento in cui vengono introdotti i rifiuti in sostituzione dei combustibili tradizionali.

Ed i CSS sono rifiuti.

Soprattutto si nota un aumento delle concentrazioni di metalli pesanti e, oltretutto, la comparsa di una serie di inquinanti assenti prima dell’introduzione dei rifiuti.

Per questo 10.000 cittadini delle nostre zone hanno firmato una petizione depositata presso la Provincia di Bergamo, nel mese di Luglio 2015, contro l’introduzione dei rifiuti nei forni dei cementifici e per una drastica riduzione degli inquinanti emessi in generale.

Per approfondire vedere i seguenti link:

-Testo della Petizione depositata.

-Articolo sulla consegna delle firme alla Provincia di Bergamo.

-Articolo e documentazione tecnica scaricabile sull’intervento dei Comitati in Conferenza dei Servizi VIA17-BG.

-Intervento di ISDE Medici per l’ambiente a riguardo della combustione di CSS nei cementifici.



1B)

Smontiamo il “luogo comune” per cui la combustione di CSS possa entrare a far parte dell’economia circolare: si tratta della “coda non trattabile” di rifiuti rimanente a valle degli impianti di recupero, e dovrà essere sempre in diminuzione nel tempo con l’aumentare dell’efficienza di separazione/recupero dei rifiuti, la diminuzione degli imballaggi e la re-ingenerizzazione dei prodotti per favorire il loro riciclo.

E’ assolutamente FUORI LUOGO parlare di economia circolare quando si parla di CSS.

Vorremmo invece vedere nuove norme ed investimenti in merito di riduzione dei rifiuti ed efficienza nel recupero delle materie prime-seconde.

Per approfondire vedere i seguenti link:

-Articolo di Medicina Democratica sull’uso dei CSS nei cementifici.





1C)

Esiste una Petizione Europea, accolta dalla Commissione Europea per le Petizioni, che porta solide argomentazioni contro il CSS combustibile (vi invitiamo ad approfondire l’argomento per rendersi conto della forzatura di questa legislazione emanata a scopi puramente commerciali).

La Petizione è stata non solo accolta ma anche condivisa dalla Commissione Petizioni: infatti, un mese dopo la presentazione a Bruxelles, la stessa commissione ha inviato una comunicazione al ministro per l’ambiente Sergio Costa stimolandolo ad affrontare la questione nel rispetto della preoccupazione dei cittadini.

Per approfondire vedere i seguenti link:

-Testo della Petizione Europea.

-Allegati Petizione Europea.

-Articolo sulla presentazione della Petizione Europea.



Per quanto riguarda il punto 2:


A2)

Ben venga l’efficientamento degli impianti di incenerimento esistenti, ma manca invece una CHIARA VOLONTÀ per arrivare ad una drastica riduzione di tali impianti sul territorio di Regione Lombardia che, come tutti sanno, arriva a bruciare quasi la metà di tutti i rifiuti bruciati sul territorio nazionale.

Questo porta ad un incremento dell’inquinamento dell’aria perpetrando la perenne situazione di emergenza sanitaria a cui siamo sottoposti tutti i giorni.

Per approfondire vedere i seguenti link:

-L’incenerimento come tecnologia da superare.



In conclusione chiediamo che i ns. comuni, limitrofi al cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda ed a 5 inceneritori nel raggio di 20 km., SI ATTIVINO PER PORTARE QUESTE ED EVENTUALMENTE ALTRE MOTIVAZIONI ALLO SCOPO DI EVIDENZIARE I REALI PERICOLI INSITI NELLA LINEA DI AZIONE PROPOSTA DA REGIONE LOMBARDIA CHE FAVORIREBBE L’INTRODUZIONE DI CSS NEI CEMENTIFICI ED IL PROLUNGAMENTO DELLA VITA DEGLI INCENERITORI..



Restiamo in attesa di un Vs. riscontro in merito.

Grazie.

Cordiali saluti.


Attilio Agazzi - Comitato La Nostra Aria

Raffaella Zigon - Rete Rifiuti Zero Lombardia


07 Settembre 2020

Per contatti e informazioni:

comitatolna@gmail.com ; rifiutizeromerate@gmail.com;

comitatolna.blogspot.com

lunedì 18 maggio 2020

Correlazioni tra l’inquinamento atmosferico, diffusione del Coronavirus e future decisioni degli enti competenti su materie di impatto ambientale

Gli enti decisori non possono più sorvolare sulle le condizioni di inquinamento ambientale in cui viviamo, soprattutto dopo le evidenze che si stanno delineando nel corso di questa emergenza!!
Qui sotto trovate la nostra comunicazione agli enti competenti: se tutto questo non basta, cosa ci vorrà ancora?!?

domenica 16 febbraio 2020

La tutela sanitaria dei cittadini, questa sconosciuta...

Lo scorso 31 Gennaio 2019 abbiamo di nuovo contattato tutti i comuni coinvolti dalle ricadute del camino del cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d'Adda (ed anche altri comuni limitrofi) richiedendo, come già fatto altre volte, di svolgere una indagine epidemiologica INDIPENDENTE sui cittadini coinvolti da queste ricadute.

Il tutto a maggiore tutela della salute dei cittadini della zona che, da anni, si trovano a convivere con una attività classificata come "insalubre di classe 1", ma senza avere MAI avuto un riscontro analitico sull'incidenza che questa attività in realtà ha sulla loro salute.
Sopratutto alla luce del fatto che, da qualche anno a questa parte, il cementificio ha iniziato a bruciare 30.000 ton./anno di rifiuti (o CSS che sia, ma sempre di rifiuti si tratta, anche se una norma nazionale li ha elevati al rango di combustibili per scopi commerciali....) con i noti rischi sanitari connessi, e questo dato non potrà che aumentare nel tempo data la complicità delle leggi Nazionali ed anche Regionali!

I sindaci sono i garanti della salute dei loro concittadini e, sulla base di questo, possono intervenire in maniera ANCHE INCISIVA quando si tratta di richiedere analisi e, se necessario, azioni a tutela della salute pubblica.
Ma i nostri sindaci sembrano sempre molto "timidi" a riguardo, nonostante le molteplici situazioni critiche presenti sul territorio che, in realtà, imporrebbero controlli sempre maggiori.

Una sola risposta ci è giunta sino ad ora a seguito della nostra comunicazione, ed in sintesi afferma che quanto da noi richiesto non è di loro competenza ma bensì di ATS.
Come i nostri lettori ben sanno, siamo in contatto diretto con ATS che dichiara di non poterla eseguire nello specifico.
Quindi che fare?!?
La nostra richiesta verte appunto sul fatto che un comune, o una serie di comuni che si uniscono in "consorzio" e portatori di interessi nei confronti di questa emissione, potrebbero commissionare ad un ente specifico e certificato l'esecuzione dell'indagine richiesta dai cittadini.
Nella nostra comunicazione abbiamo citato un esempio pratico in merito, ma molti altri ce ne sono: chi aveva la volontà di agire lo ha fatto senza remore!

Tutti possiamo però constatare che i nostri amministratori, almeno fino ad ora, nulla hanno fatto in merito all'esecuzione delle indagini sanitarie richieste!
Possiamo invece vedere che confidano nel rispetto dei limiti di emissione, fiduciosi del fatto che questo corrisponda ad un "rispetto della salute dei cittadini" (assolutamente non certa la cosa...) ed attendono l'analisi che la Provincia di Bergamo HA COMMISSIONATO AD ITALCEMENTI STESSA, sotto la supervisione di ATS.

Cosa possiamo fare ora, se non restare in attesa di ulteriori riscontri...
Nel frattempo noi cittadini interessati facciamoci sentire in ogni ambito possibile, privato e pubblico, per richiedere con forza ed ottenere un minimo di certezze sull'ambiente in cui viviamo.

Qui sotto trovate il link per scaricare e leggere il documento INVIATO A 36 COMUNI coinvolti dalle ricadute, o prossimi ad esse solo per maggiore informazione.
Lo riportiamo in forma anonima, all'inizio trovate l'elenco dei comuni a cui è stato inviato e che tutti hanno ricevuto.




Qui il link all'articolo citato di riferimento.





domenica 26 gennaio 2020

Facciamo che l'inquinamento non diventi una cosa normale!!

L’inquinamento atmosferico mette sotto assedio la pianura Padana e Merate è assurta a ruolo di leader in questa sciagurata classifica (PM 10 pari a 121 μg/m3 con valori limite pari a 50 μg/m3 ).

Gli enti, dopo anni di immobilismo, cominciano a muovere i primi passi “impopolari” bloccando in qualche caso anche auto sbandierate dalle case automobilistiche come “il futuro dell’ecologia” (diesel Euro 6).

Oltre al traffico veicolare, di cui è nota la responsabilità, non dobbiamo però dimenticare che anche il riscaldamento domestico contribuisce a peggiorare la salubrità della nostra aria.

Viste le risultanze delle analisi dell’aria, sorgono allora spontanee alcune riflessioni.

Sembra infatti che i blocchi temporanei del traffico e le limitazioni temporanee ai riscaldamenti domestici non risolvano i problemi: in realtà sembrano delle pezze, solamente “piccole” azioni per non peggiorare ulteriormente una situazione degradata dall’immobilismo di un sistema che non si rinnova.

Inoltre risolvono solo una parte del problema, quella in effetti più FACILE E COMODA da risolvere, in quanto “stringe le maglie” attorno ai privati cittadini, facili da colpire con interventi legislativi ad hoc per forzarli a rinnovare il parco autoveicoli e/o il proprio impianti di riscaldamento domestico.

Approfondendo ancora la riflessione, risulta chiaro che nessuno si sforza invece di aggredire il comparto dei grandi impianti di combustione ed inceneritori, i quali sicuramente danno un pesante apporto all’inquinamento atmosferico e sono attività spesso evitabili in quanto derivanti da specifiche scelte politiche e di mercato.

Qui vicino a noi, a meno di tre chilometri da Merate, il cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda, solo considerando le emissioni di Nox ogni giorno inquina come 570.000 autovetture diesel che percorrono 40km!! Senza dimenticare la presenza di altre realtà contigue certamente molto meno impattanti del cementificio ma che comunque contribuiscono al superamenti della soglia di inquinanti dispersi in atmosfera.

E non si tratta solo di un problema di “particolato genericamente parlando”... infatti tutti i cementifici, pur essendo già classificati come “industrie insalubri di 1° classe”, per via del decreto Clini D.M. 14 Febbraio 2013 n.22 sono autorizzati anche a bruciare rifiuti senza avere efficienza e sicurezza paragonabile agli inceneritori dedicati a tale scopo, emettendo di conseguenza anche moltissime altre sostanze inquinanti di cui molte sicuramente persistenti e tossiche per la salute umana (come metalli pesanti di vario tipo per es. arsenico, piombo, zinco e diossine e PCB) che tra l’altro automobili e riscaldamenti domestici non emetteranno mai!

Inoltre siamo geograficamente al centro di una cerchia di inceneritori di rifiuti che, per via della nostra pigrizia nel limitare i consumi e differenziare correttamente, bruciano circa 700.000 ton/anno di rifiuti, per rendere l’idea c.ca 90 autotreni al giorno bruciati sotto il nostro naso!

Fino a quando gli enti continueranno a colpire i singoli cittadini, senza colpire i grandi impianti di combustione, il problema inquinamento dell’aria migliorerà ma non potrà mai essere risolto!

Come spesso si dice, serve una modifica strutturale del sistema, la quale DEVE coinvolgere anche i grandi impianti di combustione ed industriali in genere che, chissà come mai, non vengono mai chiamati in causa dalla stampa e dagli enti per il loro apporto all’inquinamento ambientale.

Infatti questi giganteschi camini lavorano c.ca 330gg. anno per 24 ore al giorno, mentre i riscaldamenti in primavera si spengono, e le automobili di notte circolano molto meno...

Vorremmo che tutti si rendessero conto di queste situazioni affinché, oltre ad impegnarsi nel loro piccolo limitando le proprie auto e riscaldamenti, prendano posizione e denuncino a migliaia queste inaccettabili mancanze, che potremmo anche paragonare a dei favoritismi!


Comitato La Nostra Aria  - Rete Rifiuti Zero Lombardia
21 Gennaio 2020
Per contatti e informazioni:




domenica 3 novembre 2019

Indagine epidemiologica e partecipazione cittadina: qualcosa non funziona?

Siamo oramai a Novembre 2019.
La pratica VIA17-BG con cui Italcementi Heidelberg Cement chiede di aumentare a 110.000 ton/anno la quantità di rifiuti bruciati nella cementeria di Calusco d'Adda, attivata a Novembre 2014, è ancora in corso.

Al giorno d'oggi sono passati:
• 4 anni e 3 mesi dalla consegna delle 10.000 firme presso la Provincia da Bergamo;
• 3 anni e 9 mesi dalla presentazione delle nostre osservazioni presso la Conferenza dei servizi sulla pratica VIA17-BG in Provincia di Bergamo;
• 2 anni dalla consegna di ulteriori firme ai sindaci dei comuni di Solza, Cornate d'Adda e Calusco d'Adda.
• 6 mesi dal nostro ultimo intervento in Provincia di Bergamo, in occasione dell'insediamento del nuovo Presidente.
Senza citare le numerose assemblee, manifestazioni e spettacoli svolti contemporaneamente a quanto sopra esposto.

Tutte le nostre sollecitazioni,  volte principalmente allo svolgimento di una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA georeferenziata caso-controllo INDIPENDENTE, non hanno ancora avuto un riscontro pratico dagli enti interpellati.
Tuttavia l'ente ATS (ex Asl) ha chiesto lo svolgimento dell'indagine direttamente alla ditta Italcementi Heidelberg Cement.
Come già sapete, non possiamo essere soddisfatti di una indagine svolta dal controllato, però ha comunque focalizzato la pratica VIA sull'aspetto sanitario (in principio quasi assente) bloccandone lo svolgimento fino allo scioglimento di questo nodo.

In un momento di stasi come questo è FONDAMENTALE NON DIMENTICARE la richiesta in essere, che sembra dormiente, ma anzi è importante mantenere il contatto con le istituzioni per fare sentire la nostra presenza e reclamare sempre quanto richiesto: per questo sollecitiamo continuamente ATS allo scopo di ottenere un incontro partecipativo e la condivisione di maggiori informazioni sull'indagine epidemiologica in essere commissionata da Italcementi Heidelberg.
Purtroppo ATS condivide solamente pochissime informazioni ed ignora continuamente le nostre richieste di incontro e scambio di documentazione.

Qui sotto vi riportiamo le ultime comunicazioni intercorse con ATS.

Invitiamo sempre tutti i cittadini residenti in prossimità dell'impianto a chiedere conto al loro sindaco dello stato di queste richieste e di eventuali aggiornamenti sulla pratica: è necessario che la popolazione renda responsabili i sindaci in quanto, oramai si è capito, faticano ad attivarsi in maniera indipendente su importanti questioni relative alla salute pubblica.





























domenica 14 aprile 2019

La Provincia di Bergamo continua a disattendere le richieste di 10.000 cittadini

Così, dopo pochi scambi epistolari ed un incontro presso gli uffici della Provincia, sembra che anche il nuovo Presidente della Provincia di Bergamo non abbia alcuna intenzione di promuovere lo svolgimento di una indagine epidemiologica INDIPENDENTE sulle ricadute dei fumi del cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d'Adda.
Il tutto dopo un incontro che, tutto sommato, prometteva bene: con il Presidente che contattava direttamente il direttore di ATS chiedendo informazioni e chiedeva al suo dirigente presente Dott. Confalonieri se fosse possibile per la Provincia svolgere l'indagine richiesta.

Al termine dello scritto potete consultare tutti i documenti e le comunicazioni intercorse.

Infatti il Presidente Gafforelli, nella sua ultima risposta alle nostre interpellanze che potete leggere in calce a questo testo, dichiara piena fiducia (come è giusto che sia) agli enti che controllano lo studio epidemiologico in preparazione dalla stessa Italcementi-Heidelberg.
Ma questa fiducia potrebbe anche essere affiancata dalla volontà di fare qualcosa di diverso!

Non abbiamo mai negato la fiducia al lavoro in capo agli enti, abbiamo comunque la ferma convinzione che controllare uno studio impostato e deciso da altri abbia ben altro peso che DIRIGERE uno studio svolto in piena autonomia, quindi svolto al solo scopo di sciogliere ogni dubbio sollevato dai cittadini.
Ricordo che stiamo parlando di uno dei più grandi cementifici d'Italia, per legge definite industrie insalubri di classe 1, posto in pieno centro abitato, con ricadute insistenti su perlomeno c.ca 20.000 cittadini, che sta attendendo autorizzazione a bruciare 110.000 ton/anno di rifiuti.
Ricordo che abbiamo PIU' VOLTE evidenziato l'aumento degli inquinanti, sopratutto quelli pericolosi alla salute dell'uomo, derivanti dall'introduzione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d'Adda: darti RILEVATI dalla stessa azienda, non inventati.

A nostro parere questa situazione richiederebbe maggiore attenzione ed investimenti di risorse da parte della Provincia di Bergamo.
Mentre invece le uniche risorse che la Provincia ha investito sono stati 10.000 Euro (magari con altre aggiunte, ma non ne siamo a conoscenza) in un Osservatorio Ambientale, gestito prima dalla CIB ed ora da Hydrogest, che ha portato alla luce del Qcumber: penso che pochi sappiano di che si parla in quanto NON HA PORTATO AD ALCUN RISULTATO.
Ed ora si propone di installare centraline di analisi dell'aria nella Bergamasca, per certificare quanto GIA' CERTIFICATO dalle agenzie ambientali internazionali: cioé che siamo una tra le zone più inquinate di tutta Europa.
Vi riporto QUI il collegamento ad una esperienza BEN DIVERSA di osservatorio ambientale: a Matera hanno stanziato 60.000 Euro per svolgere una indagine epidemiologica:
https://www.facebook.com/noinceneritoreamatera/photos/a.305718636298181/1010742885795749/?type=3&theater

Tutte queste considerazioni lasciano l'amaro in bocca: sempre analisi tecniche, che da anni si rivelano inconcludenti in quanto tutto è sempre nella norma, MAI indagini sanitarie che portino alla luce l'incidenza di questa situazione "perfettamente nella norma" sulla nostra salute.
Qui sotto il link ad un nostro precedente articolo sul nostro impegno degli anni passati per svolgere l'indagine epidemiologica:
https://comitatolna.blogspot.com/2017/11/indagine-epidemiologica-e-richieste.html














mercoledì 3 aprile 2019

BASTA RIFIUTI NEI CEMENTIFICI - Un sabato insieme per ribadire la nostra posizione

Sabato 30 Marzo 2019, in occasione della riapertura ciclo-pedonale del ponte S. Michele, abbiamo organizzato una serie di eventi per restare in contatto con la popolazione e sensibilizzarla sul problema della combustione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

In molti sono passati a trovarci, già dalla mattina al banchetto informativo, chiedendo informazioni ed offrendo il loro appoggio alla causa.

Dalle 14,30 abbiamo attivato un gazebo che è stato molto frequentato per tutto il pomeriggio, anche al di là delle nostre aspettative.
Ringraziamo soprattutto quanti si sono spontaneamente presentati dandoci una mano a gestire il gazebo, un gesto significativo e molto utile.

Dalle 16,30 è andato in scena in Flash Mob sul tema dell’inquinamento e della cementificazione, per cui ringraziamo di cuore la “Campsirago residenza”, nelle persone di Michele Losi e Noemi Bresciani, che si sono completamente presi in carico l’attività, e tutti quanti hanno reso la loro disponibilità ad esserne parte.
Hanno inoltre deciso di partecipare alle attività anche gli studenti di Merate, Monza e Bergamo che, dopo avere organizzato i Fridays For Future, hanno capito il peso che la cementeria ha sul territorio e rispetto ai cambiamenti climatici.
Infatti, se avrete occasione di consultare le mappe online di Arpa sulle emissioni climalteranti, scoprirete che la zona di Calusco d'Adda è una delle poche zone con le maggiori concentrazioni di climalteranti in Lombardia, qui sotto il link ad un estratto:

Non è mancata nemmeno la presenza degli scout Agesci, gruppo Cernusco 1 che, insieme agli studenti, hanno portato lo striscione per le strade con un entusiasmo invidiabile.

La cementeria Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda è in attesa dell’autorizzazione per bruciare 110.000 ton./anno di rifiuti nel suo forno.
Da anni il Comitato La Nostra Aria e Rete Rifiuti Zero Lombardia si battono per impedire che l’autorizzazione venga rilasciata, con il pieno appoggio dei cittadini coinvolti dalle ricadute del camino, chiedendo inoltre che venga svolta una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA INDIPENDENTE sulla salute della popolazione coinvolta dalle ricadute del camino.
Fino ad ora nessuno si è attivato per svolgere quanto richiesto dai cittadini.
Per questo non ci fermeremo fino a quando queste richieste non verranno prese in carico dagli enti preposti, senza attendere l’esito dell’analisi richiesta dalla Provincia di Bergamo alla stessa Italcementi-Heidelberg.



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