domenica 3 novembre 2019

Indagine epidemiologica e partecipazione cittadina: qualcosa non funziona?

Siamo oramai a Novembre 2019.
La pratica VIA17-BG con cui Italcementi Heidelberg Cement chiede di aumentare a 110.000 ton/anno la quantità di rifiuti bruciati nella cementeria di Calusco d'Adda, attivata a Novembre 2014, è ancora in corso.

Al giorno d'oggi sono passati:
• 4 anni e 3 mesi dalla consegna delle 10.000 firme presso la Provincia da Bergamo;
• 3 anni e 9 mesi dalla presentazione delle nostre osservazioni presso la Conferenza dei servizi sulla pratica VIA17-BG in Provincia di Bergamo;
• 2 anni dalla consegna di ulteriori firme ai sindaci dei comuni di Solza, Cornate d'Adda e Calusco d'Adda.
• 6 mesi dal nostro ultimo intervento in Provincia di Bergamo, in occasione dell'insediamento del nuovo Presidente.
Senza citare le numerose assemblee, manifestazioni e spettacoli svolti contemporaneamente a quanto sopra esposto.

Tutte le nostre sollecitazioni,  volte principalmente allo svolgimento di una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA georeferenziata caso-controllo INDIPENDENTE, non hanno ancora avuto un riscontro pratico dagli enti interpellati.
Tuttavia l'ente ATS (ex Asl) ha chiesto lo svolgimento dell'indagine direttamente alla ditta Italcementi Heidelberg Cement.
Come già sapete, non possiamo essere soddisfatti di una indagine svolta dal controllato, però ha comunque focalizzato la pratica VIA sull'aspetto sanitario (in principio quasi assente) bloccandone lo svolgimento fino allo scioglimento di questo nodo.

In un momento di stasi come questo è FONDAMENTALE NON DIMENTICARE la richiesta in essere, che sembra dormiente, ma anzi è importante mantenere il contatto con le istituzioni per fare sentire la nostra presenza e reclamare sempre quanto richiesto: per questo sollecitiamo continuamente ATS allo scopo di ottenere un incontro partecipativo e la condivisione di maggiori informazioni sull'indagine epidemiologica in essere commissionata da Italcementi Heidelberg.
Purtroppo ATS condivide solamente pochissime informazioni ed ignora continuamente le nostre richieste di incontro e scambio di documentazione.

Qui sotto vi riportiamo le ultime comunicazioni intercorse con ATS.

Invitiamo sempre tutti i cittadini residenti in prossimità dell'impianto a chiedere conto al loro sindaco dello stato di queste richieste e di eventuali aggiornamenti sulla pratica: è necessario che la popolazione renda responsabili i sindaci in quanto, oramai si è capito, faticano ad attivarsi in maniera indipendente su importanti questioni relative alla salute pubblica.





























domenica 14 aprile 2019

La Provincia di Bergamo continua a disattendere le richieste di 10.000 cittadini

Così, dopo pochi scambi epistolari ed un incontro presso gli uffici della Provincia, sembra che anche il nuovo Presidente della Provincia di Bergamo non abbia alcuna intenzione di promuovere lo svolgimento di una indagine epidemiologica INDIPENDENTE sulle ricadute dei fumi del cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d'Adda.
Il tutto dopo un incontro che, tutto sommato, prometteva bene: con il Presidente che contattava direttamente il direttore di ATS chiedendo informazioni e chiedeva al suo dirigente presente Dott. Confalonieri se fosse possibile per la Provincia svolgere l'indagine richiesta.

Al termine dello scritto potete consultare tutti i documenti e le comunicazioni intercorse.

Infatti il Presidente Gafforelli, nella sua ultima risposta alle nostre interpellanze che potete leggere in calce a questo testo, dichiara piena fiducia (come è giusto che sia) agli enti che controllano lo studio epidemiologico in preparazione dalla stessa Italcementi-Heidelberg.
Ma questa fiducia potrebbe anche essere affiancata dalla volontà di fare qualcosa di diverso!

Non abbiamo mai negato la fiducia al lavoro in capo agli enti, abbiamo comunque la ferma convinzione che controllare uno studio impostato e deciso da altri abbia ben altro peso che DIRIGERE uno studio svolto in piena autonomia, quindi svolto al solo scopo di sciogliere ogni dubbio sollevato dai cittadini.
Ricordo che stiamo parlando di uno dei più grandi cementifici d'Italia, per legge definite industrie insalubri di classe 1, posto in pieno centro abitato, con ricadute insistenti su perlomeno c.ca 20.000 cittadini, che sta attendendo autorizzazione a bruciare 110.000 ton/anno di rifiuti.
Ricordo che abbiamo PIU' VOLTE evidenziato l'aumento degli inquinanti, sopratutto quelli pericolosi alla salute dell'uomo, derivanti dall'introduzione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d'Adda: darti RILEVATI dalla stessa azienda, non inventati.

A nostro parere questa situazione richiederebbe maggiore attenzione ed investimenti di risorse da parte della Provincia di Bergamo.
Mentre invece le uniche risorse che la Provincia ha investito sono stati 10.000 Euro (magari con altre aggiunte, ma non ne siamo a conoscenza) in un Osservatorio Ambientale, gestito prima dalla CIB ed ora da Hydrogest, che ha portato alla luce del Qcumber: penso che pochi sappiano di che si parla in quanto NON HA PORTATO AD ALCUN RISULTATO.
Ed ora si propone di installare centraline di analisi dell'aria nella Bergamasca, per certificare quanto GIA' CERTIFICATO dalle agenzie ambientali internazionali: cioé che siamo una tra le zone più inquinate di tutta Europa.
Vi riporto QUI il collegamento ad una esperienza BEN DIVERSA di osservatorio ambientale: a Matera hanno stanziato 60.000 Euro per svolgere una indagine epidemiologica:
https://www.facebook.com/noinceneritoreamatera/photos/a.305718636298181/1010742885795749/?type=3&theater

Tutte queste considerazioni lasciano l'amaro in bocca: sempre analisi tecniche, che da anni si rivelano inconcludenti in quanto tutto è sempre nella norma, MAI indagini sanitarie che portino alla luce l'incidenza di questa situazione "perfettamente nella norma" sulla nostra salute.
Qui sotto il link ad un nostro precedente articolo sul nostro impegno degli anni passati per svolgere l'indagine epidemiologica:
https://comitatolna.blogspot.com/2017/11/indagine-epidemiologica-e-richieste.html














mercoledì 3 aprile 2019

BASTA RIFIUTI NEI CEMENTIFICI - Un sabato insieme per ribadire la nostra posizione

Sabato 30 Marzo 2019, in occasione della riapertura ciclo-pedonale del ponte S. Michele, abbiamo organizzato una serie di eventi per restare in contatto con la popolazione e sensibilizzarla sul problema della combustione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

In molti sono passati a trovarci, già dalla mattina al banchetto informativo, chiedendo informazioni ed offrendo il loro appoggio alla causa.

Dalle 14,30 abbiamo attivato un gazebo che è stato molto frequentato per tutto il pomeriggio, anche al di là delle nostre aspettative.
Ringraziamo soprattutto quanti si sono spontaneamente presentati dandoci una mano a gestire il gazebo, un gesto significativo e molto utile.

Dalle 16,30 è andato in scena in Flash Mob sul tema dell’inquinamento e della cementificazione, per cui ringraziamo di cuore la “Campsirago residenza”, nelle persone di Michele Losi e Noemi Bresciani, che si sono completamente presi in carico l’attività, e tutti quanti hanno reso la loro disponibilità ad esserne parte.
Hanno inoltre deciso di partecipare alle attività anche gli studenti di Merate, Monza e Bergamo che, dopo avere organizzato i Fridays For Future, hanno capito il peso che la cementeria ha sul territorio e rispetto ai cambiamenti climatici.
Infatti, se avrete occasione di consultare le mappe online di Arpa sulle emissioni climalteranti, scoprirete che la zona di Calusco d'Adda è una delle poche zone con le maggiori concentrazioni di climalteranti in Lombardia, qui sotto il link ad un estratto:

Non è mancata nemmeno la presenza degli scout Agesci, gruppo Cernusco 1 che, insieme agli studenti, hanno portato lo striscione per le strade con un entusiasmo invidiabile.

La cementeria Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda è in attesa dell’autorizzazione per bruciare 110.000 ton./anno di rifiuti nel suo forno.
Da anni il Comitato La Nostra Aria e Rete Rifiuti Zero Lombardia si battono per impedire che l’autorizzazione venga rilasciata, con il pieno appoggio dei cittadini coinvolti dalle ricadute del camino, chiedendo inoltre che venga svolta una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA INDIPENDENTE sulla salute della popolazione coinvolta dalle ricadute del camino.
Fino ad ora nessuno si è attivato per svolgere quanto richiesto dai cittadini.
Per questo non ci fermeremo fino a quando queste richieste non verranno prese in carico dagli enti preposti, senza attendere l’esito dell’analisi richiesta dalla Provincia di Bergamo alla stessa Italcementi-Heidelberg.



https://drive.google.com/open?id=1t4SOrkFiGlpARlFZy1Bk63XldAQvhapE




https://drive.google.com/open?id=1Dva8ZaFz4k7iY6k9IXUpjjU2-IiQPsl-https://drive.google.com/open?id=1Dva8ZaFz4k7iY6k9IXUpjjU2-IiQPsl-


domenica 16 dicembre 2018

Indagine epidemiologica sulla cementeria di Calusco: NEI NUMERI DI QUELLA INDAGINE CI SONO ANCHE IO

Il tempo passa e la gente si dimentica, anche di realtà importanti: per questo non ci stancheremo mai di ricordare ai cittadini che vicino a noi c'è un cementificio che già brucia rifiuti e, in prospettiva, vuole aumentare le tonnellate di rifiuti bruciate fino a raggiungere un livello tale da poter essere assimilato ad un vero e proprio INCENERITORE.

Forse anche a seguito delle nostre insistenti richieste (fin dal 2015 spingiamo sugli enti pubblici per eseguire delle approfondire ed indipendenti indagini sanitarie), succede che nell'Agosto 2016 la Provincia di Bergamo ha richiesto di svolgere una indagine epidemiologica sulle ricadute del camino della cementeria di Calusco d'Adda.
Però, contrariamente alle nostre intenzioni, l'ha richiesta direttamente ad Italcementi aprendo la strada, a nostro avviso, ad un pesante conflitto di interessi: il controllato è anche il controllore!
Vi invitiamo a rileggere le nostre considerazioni nell'articolo del 30-05-2018:
https://comitatolna.blogspot.com/2018/05/febbraio-2015-i-comitati-attivano-la.html

La garanzia contro questo rischio, posta dalla Provincia di Bergamo, è rappresentata dal controllo di ATS che, sulla base delle sue competenze, dovrà analizzare e validare lo studio prodotto da Italcementi.

Abbiamo così aperto un canale diretto con ATS, ALLA RICERCA DI CONTINUI AGGIORNAMENTI E RICHIEDENDO DI ESSERE ANNESSI ALLE OPERAZIONI DI VALUTAZIONE DELLA STESSA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA CON NOSTRI ESPERTI INDIPENDENTI.

Dopo 28 mesi dalla suddetta richiesta di indagine epidemiologica, e dopo le nostre insistenti richieste di aggiornamento in vari e diversi momenti, nessuna importante novità ci è pervenuta ED I GIOCHI PROSEGUONO A PORTE CHIUSE nonostante le 10.000 firme di cittadini che PRETENDONO UN ACCERTAMENTO SANITARIO INDIPENDENTE.
Attualmente non siamo a conoscenza del protocollo con cui l'indagine verrà svolta e neppure i tempi di conclusione della stessa.

Per questo proseguiamo nel richiedere informazioni e partecipazione agli enti preposti: tutti insieme dobbiamo tenere alto l'interesse su quanto sta accadendo, dobbiamo restare sul pezzo per pretendere di essere informati, ogni cittadino può richiedere aggiornamenti dai propri amministratori.
Tutti possono dire che "NEI NUMERI DI QUELLA INDAGINE CI SONO ANCHE IO!".

Qui sotto vi riportiamo i link ai nostri documenti di richiesta inviati ed alle scarne risposte ricevute.




https://drive.google.com/open?id=1_K1urZAXD_2W2O6MP98uQnfY0VMnLSFP


https://drive.google.com/open?id=1QvG8DruN6a2Hj-GMgfTGGZm_dHbl9P0f




https://drive.google.com/open?id=1lBZvQ4uICUXY1x45zRnWUftX4P8uK0zS


https://drive.google.com/open?id=1WErupWSHijOO212Xr3b6QjfMovu75KZm





https://drive.google.com/open?id=1oRfPXl_bC-f8WIOpOXTzjKOJ47wxspwl




https://drive.google.com/open?id=1i0UcPX4yXp4Cmb5W0A0bVoLfg9Mnk0gw





domenica 22 luglio 2018

La "coerenza" dei nostri amministratori...

Regione Lombardia:
Il 20 Febbraio praticamente tutte le forze politiche in corsa per governare partecipano al confronto da noi organizzato a Sotto Il Monte.

Tutti spendono parole e promesse per la salvaguardia dell'ambiente e la tutela della salute pubblica.

La tornata elettorale viene conclusa decretando il vincitore eppure, dopo 5 mesi di amministrazione, ci troviamo di fronte a queste evidenze:

https://www.cittadiniperlaria.org/lombardia-ritardo-piano-aria/

Qui sotto riportiamo l'articolo di Cittadini Per l'Aria:

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"In Lombardia l’aria è una delle più inquinate d’Europa. Eppure la Regione non rispetta le scadenze che la Giunta ha fissato per aggiornare il Piano Regionale degli Interventi per la qualità dell’Aria (PRIA). A oltre un anno di distanza dall’inizio del procedimento, ancora si attende il nuovo documento. Per ClientEarth e Cittadini per l’aria, “è una situazione inaccettabile poiché, pur essendoci in gioco la salute dei lombardi, la giunta Fontana accumula ritardi e sottovaluta il problema smog”. Per questo, Cittadini per l’Aria ha nuovamente scritto alla Regione per chiedere ragguagli sui tempi dell’aggiornamento.
Il PRIA è stato approvato nel 2013 e si è rivelato insufficiente a contrastare il grave inquinamento atmosferico presente da anni in Lombardia. Per questo, a seguito dell’azione legale avviata da Cittadini per l’Aria con il supporto di ClientEarth ad inizio 2017, il 3 aprile dello scorso anno, la Giunta regionale ha dato il via alla procedura di aggiornamento.
A quindici mesi di distanza, però, la qualità dell’aria in Lombardia è ancora pessima. E il nuovo PRIA avanza con una lentezza inammissibile. La procedura sarebbe dovuta durare un anno nel suo complesso, mentre stiamo ancora aspettando la decisione in merito alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS): ad oggi, il ritardo è di oltre 5 mesi, con ancora due fasi dell’aggiornamento da effettuare.
La Giunta regionale ha deciso di aggiornare il PRIA solo in seguito all’azione legale da noi sostenuta e ora lo fa a rilento, con gravi ritardi e senza mostrare alcuna reale volontà di cambiamento. Così facendo non fa che danneggiare la salute dei cittadini lombardi che continuano a respirare livelli di inquinamento pericolosamente oltre i limiti di legge”, commenta Ugo Taddei, avvocato di ClientEarth e responsabile del progetto Clean Air.
Nei documenti fino ad ora resi pubblici (Documento preliminare di aggiornamento del PRIA e il Rapporto preliminare per la verifica di assoggettabilità al processo di VAS) si parla di “modifiche minori” al piano precedente e si esclude di dover procedere alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del nuovo PRIA, strumento fondamentale per capire il reale impatto del piano e consentire la partecipazione dei cittadini alla decisione, come previsto dalla legge.
“Le anticipazioni contenute nei documenti della Regione indicano un livello di ambizione assolutamente insufficiente”, aggiunge la presidente di Cittadini per l’Aria Anna Gerometta, ricordando che uno studio della Washington University, pubblicato pochi giorni fa ha confermato che vivere esposti ad alti livelli di inquinamento incrementa il rischio di contrarre il diabete. Non solo. “All’interno del Programma Regionale di Sviluppo approvato in maggio – prosegue Gerometta – la giunta Fontana ha dedicato alla questione smog 8 misere righe. Sono il simbolo di un approccio sbagliato. Servono un cambio di rotta e impegni precisi nei confronti dei lombardi”.
A tal proposito, Cittadini per l’Aria e ClientEarth si dicono stupefatte dalle reazioni della Giunta regionale e dell’Assessore all’ambiente Cattaneo di fronte agli sforzi fatti dalle amministrazioni locali per combattere lo smog. “Non capiamo perché la Regione si contrapponga alle decisioni del Comune di Milano sulla Zona a bassa emissione (Low Emission Zone – LEZ) e sui conseguenti divieti di accesso ai veicoli diesel”, dichiarano Gerometta e Taddei. “È incomprensibile. Sono scelte che andrebbero sostenute, se davvero si volesse migliorare la qualità dell’aria che respirano i cittadini lombardi”.

L’inquinamento in Lombardia

I dati sull’inquinamento in Lombardia rimangono allarmanti, come confermato dai risultati appena presentati del progetto di Cittadini per l’aria NO2, No grazie: a Milano, è possibile stimare 594 morti premature ogni anno connesse all’inquinamento fuorilegge da biossido di azoto; in percentuale, 5 morti premature ogni 100 in città.
Non solo: la metà delle scuole censite dal progetto si trova in luoghi in cui le concentrazioni di NO2 superano il limite di legge (dati Cittadini per l’aria). E non va meglio sul fronte delle polveri sottili: il solo particolato è collegato a quasi 7.200 morti premature all’anno in provincia di Milano, quasi 900 in provincia di Pavia, 357 in quella di Cremona, poco meno di 1.400 in quella di Monza e Brianza, 700 in provincia di Brescia e 540 nella provincia di Bergamo (dati VIIAS su elaborazione di Cittadini per l’Aria).

martedì 19 giugno 2018

18-06-2018 La Petizione viene discussa a Bruxelles

Finalmente Lunedì 18-06 2018 la è stata discussa alla sede del Parlamento Europeo di Bruxelles!!

Un appuntamento importante che dimostra la bontà delle argomentazioni da noi poste contro il decreto Clini ed, in generale, contro la combustione dei rifiuti nei cementifici.

Il nostro rappresentante Attilio Agazzi ed il vice-presidente di Medicina Democratica Marco Caldiroli hanno presenziato alla seduta, portando di persona le loro argomentazioni alla Commissione Petizioni ed al rappresentante della Commissione Europea presente alla discussione.
Gli Europarlamentari Eleonora Evi e Piernicola Pedicini, membri del Gruppo Ambiente, hanno seguito la pratica in fase di preparazione ed erano altresì presenti alla seduta, supportando la petizione in sede di discussione e contribuendo all'ottimo risultato ottenuto.
La Commissione Petizioni ha infatti dichiarato che interverrà presso il Governo Italiano a favore della nostra Petizione, che resterà ancora aperta permettendo di apportare maggiori dati e motivazioni alla causa.

Medicina Democratica e Zero Waste Italy sono intervenuti pubblicando due articolo su questa vicenda:

Clicca QUI PER L'ARTICOLO DI MEDICINA DEMOCRATICA

Clicca QUI PER L'ARTICOLO DI ZERO WASTE ITALY


Per vedere l'intervista ANSA al nostro portavoce CLICCA QUI:
INTERVISTA ANSA






Qui sotto riportiamo l'articolo pubblicato sul sito di Medicina Democratica, preparato in collaborazione con i testi del Comitato La Nostra Aria, che riporta per intero gli interventi di Attilio Agazzi e Marco Caldiroli oltre ad illustrare gli eventi della seduta.

A seguire l'articolo di Zero Waste Italy.


ARTICOLO DI MEDICINA DEMOCRATICA

Ieri, 18 giugno, è stata presentata alla Commissione Petizioni della UE, presso il Parlamento Europeo, la petizione contro l’utilizzo di rifiuti (CSS) nei cementifici e contro la scelta unilaterale dell’Italia di considerare il CSS come un combustibile “non più rifiuto” (end of waste).
Le conclusioni sono sintetizzate dal primo presentatore (Attilio Agazzi) qui sotto :
Oggi, con la discussione della petizione, sono stati raggiunti due risultati importanti:
1-La presidente della commissione ha dichiarato che scriveranno una lettera alle istituzioni Italiane, chiedendo di prestare attenzione alle diffuse preoccupazioni che questa vicenda sta creando nei cittadini.
2-La Petizione resterà aperta, con possibilità di approfondire il tema mediante studi e casi futuri, che potranno supportate ulteriormente le nostre ragioni.
Quindi, con oggi, non si chiude nulla: si aprono invece nuove possibilità per approfondire il tema e riproporlo all’attenzione della Commissione Petizioni quando avremo dati e studi capaci di incidere maggiormente sull’immobilismo decisionale della Commissione Europea.
Teniamo alta l’attenzione e facciamo girare ogni informazione che può essere utile, saranno tutti tasselli per un futuro approfondimento.
Voglio quindi ringraziare quanti hanno contribuito alla buona riuscita della petizione partendo dalla nascita dell’idea iniziale, dai tanti contributi al testo ed alla diffusione su tutti i canali, fino all’adesione con le firme pervenute da tutta Italia ed al supporto organizzativo interno alla commissione, arrivando così alla condivisione dell’evento in ogni sua fase per dare la giusta visibilità.
Non posso citare ora tutti con il rischio di scordare qualcuno, ma ringrazio soprattutto Marco Caldiroli di Medicina Democratica che ha professionalmente contribuito al testo e ci ha fisicamente accompagnati e supportati a Bruxelles.
Probabilmente approfondiremo con un articolo sul nostro blog: comitatolna.blogspot.com
Speriamo che il futuro ci riservi un percorso positivo.
Riportiamo sotto gli interventi di Agazzi (Comitato di Calusco d’Adda) e del Presidente di Medicina Democratica che hanno presentato la petizione alla commissione.
Il testo della petizione è qui.
Petizione n. 0813/2017
Possibile violazione della normativa EOW nella classificazione del CSS-C
Intervento di Attilio Agazzi
Buongiorno a tutti, e grazie per la possibilità di intervento.
Il tema dell’incenerimento dei rifiuti è molto sentito in Italia e riguarda anche il CSS che, solo in Italia, viene classificato “combustibile” ma non è altro che rifiuto indifferenziato selezionato meccanicamente.
Molte sono le evidenze preoccupanti per quanti vivono in prossimità di impianti incenerimento e coincenerimento:
1-In Emilia Romagna, da anni, il Moniter registra incidenze sulla salute dei cittadini residenti in prossimità di un inceneritori, evidenziando incrementi di tumori al pancreas, fegato, polmone, colon, ovaie e infine dei linfomi di Hodgkin in entrambi i sessi
2-A Torino, dopo l’accensione dell’inceneritore del Gerbido, un impianto autorizzato con limiti BEN PIU’ BASSI che non quelli riservati a cementifici a cui il CSS è dedicato, le analisi sulle unghie dei bambini hanno rilevato valori di +200% di alluminio, +1000% di arsenico, +50% di cromo, +100% di vanadio e non solo.
3-Da tempo, per chi vive nella Pianura Padana, la qualità dell’aria è un PROBLEMA REALE: gli ultimi dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (Report 13/2017) riportano una stima già in precedenza citata dal WHO, e in Italia circa 80.000 morti premature sono attribuibili all’inquinamento dell’aria.
Con l’estensione dell’utilizzo di questo nuovo combustibile le attuali situazioni ambientali ed i riflessi sulla salute saranno ancora peggiori.
Siamo di fronte ad una situazione particolarmente pericolosa per quanti subiscono quotidianamente gli effetti di un’aria fortemente inquinata, sempre più influenzata dal coincenerimento di migliaia di tonnellate di rifiuti al giorno (solo in Lombardia di 2.800.000 ton./anno, metà dell’Italia intera).
Inoltre, in Italia, i cementifici nascono sempre vicino o all’interno di in centri abitati: per esempio le ricadute del cementificio di Calusco d’Adda coinvolgono direttamente circa 20.000 cittadini rappresentando così un reale rischio per la salute dei residenti.
Esiste anche un palese conflitto tra l’esistenza del CSS e la nuovissima regolamentazione Europea sulle plastiche: infatti la parte di rifiuto più “efficiente come combustibile” è proprio la parte plastica che, invece di essere recuperata in materia, viene lasciata nel CSS e venduta come combustibile.
Sono numerosi gli studi su questi rischi con risultati chiari :
-A Fanna e Maniago uno studio su un gruppo di polli allevati allo scopo, svolto da un ente qualificato, ha rilevato presenza di PCB ben oltre il limite di commestibilità.
-A Monselice è stato vietato passeggiare sui sentieri del Monte Ricco e, di recente, si valuta di spostare le scuole elementari Cini e Tortorini per via dell’alto inquinamento del terreno.
-Diversi comuni in Abruzzo hanno ufficialmente diffidato la Regione ad autorizzare l’utilizzo di CSS nel cementificio prima che siano effettuati “maggiori controlli riguardanti l’impatto sanitario ed ambientale”.
Cresce quindi la consapevolezza che i grandi impianti di combustione sono da evitare gli studi che affermano che inquinare entro i limiti di legge non tutela la salute sono numerosi: dal prestigioso Progetto ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects) finanziato dalla stessa Comunità europea, al recente progetto triennale europeo “Mapec Life-Monitoring air pollution effects on children for supporting public health policy”, cui contribuisce anche l’Università di Pisa, che riguarda cinque città italiane: Pisa, Brescia, Lecce, Perugia e Torino.
Tutto questo per dire che, in molti contesti già fortemente compromessi dal punto di vista ambientale, introdurre un nuovo “combustibile” derivante dai rifiuti, che peggiorerà la situazione, è un passo ASSOLUTAMENTE da evitare.
Intervento di Marco Caldiroli

I cementifici sono impianti ad elevato impatto ambientale ed oggetto della normativa sulla riduzione e prevenzione integrata dell’inquinamento e recentemente di quella sulle emissioni industriali. L’obiettivo è quello della riduzione degli impatti a partire dalla attuazione delle migliori tecnologie disponibili.
Infatti, diversi studi epidemiologici hanno evidenziato eccessi di malattie cardiocircolatorie e respiratorie per le popolazioni esposte.
I cementifici sono considerati idonei a bruciare i combustibili fossili con più alto tenore di zolfo (carbone, petcoke) e sono stati proposti ed utilizzati per smaltire rifiuti problematici (pcb, amianto, solventi).
I cementieri italiani hanno per anni sostenuto che solo con l’utilizzo di combustibili alternativi (rifiuti) si potesse ottenere una riduzione delle emissioni in particolare degli ossidi di azoto e degli ossidi di zolfo.
Hanno ottenuto che l’Italia, unico tra i paesi della Unione Europea, approvasse una norma che riconosce lo stato di EOW per il combustibile solido secondario (combustibile derivato dai rifiuti). L’associazione dei cementieri europei si è sempre dichiarata contraria a queste proposte.
Sappiamo bene che l’utilizzo di rifiuti nei cementifici è pratica diffusa da tempo, in particolare in Germania come pure è stata oggetto di sentenze della Corte di Giustizia nel 2007 e 2008, in ogni caso vengono utilizzati come rifiuti nel rispetto delle norme corrispondenti.
La norma italiana fa uscire questi combustibili dalle norme sui rifiuti e ha causato una semplificazione delle procedure autorizzative : spesso si evita la valutazione di impatto ambientale e la procedura di modifica sostanziale della autorizzazione vigente, escludendo le popolazioni esposte dalla partecipazione ai processi decisionali.
La decisione UE sulle migliori tecnologie disponibili nel comparto del cemento (2013) ha confermato che è possibile ridurre le emissioni (ossidi di azoto) qualunque combustibile sia utilizzato, con interventi tecnici e sui sistemi di trattamento delle emissioni.
Oggi i cementieri italiani sostengono che l’utilizzo di rifiuti o EOW come combustibili non determina il superamento dei limiti e non incrementa in modo significativo le emissioni.
Queste affermazioni si basano su studi sovvenzionati e svolti per conto degli stessi cementieri e basati su dati dei sistemi di misurazione delle emissioni di numerosi impianti con l’effetto di nascondere incrementi delle emissioni (in particolare per metalli pesanti) verificati presso singoli impianti. Solo studi approfonditi sul singolo impianto possono dare risposte affidabili.
La riduzione negli ultimi anni delle emissioni nel comparto rende meno visibili incrementi dovuti alla composizione dei combustibili in caso di variazioni del combustibili : è il rinnovo tecnologico degli impianti ed in particolare la introduzione di sistemi di precalcinazione che hanno ridotto consumi energetici ed emissioni.
Non va dimenticato che il rispetto dei limiti è sempre stato considerato dalle direttive europee come una condizione necessaria ma non sufficiente per garantire un elevato livello di protezione per l’ambiente e le popolazioni. Il rispetto dei limiti non attua il principio di precauzione.
La norma italiana va contro le indicazioni delle UE per l’utilizzo di rifiuti come combustibili, anche in quanto non considera la presenza di metalli pesanti nel combustibile rifiuto come decisiva per definire il prodotto come conforme alle norme EOW.
Risulta inoltre in contrasto con le priorità poste nella gestione dei rifiuti e negli obiettivi inerenti l’economia circolare in quanto favorisce il mercato dei rifiuti anziché il loro riciclo, il vero motivo che spinge le aziende ad utilizzarli è il minor costo rispetto ai combustibili tradizionali, ma il costo è minore perché le materie prime che compongono i rifiuti combustibili hanno un valore negativo sul mercato : gli impianti di trattamento e produzione dei rifiuti combustili vengono pagati dai fornitori per ritirare i rifiuti, ciò determina un basso costo dei rifiuti in uscita.
Da ultimo si segnala che il cemento prodotto in questo modo contiene maggiori quantità di metalli pesanti, questo potrà determinare problemi a medio e lungo termine. In ogni caso risulta non condivisibile il mantenimento dell’esenzione per clinker e cemento dagli obblighi del regolamento sulle sostanze chimiche (REACH) in quanto tale esenzione si fonda sul presupposto che il cemento sia costituito quasi esclusivamente da materie naturali, l’incremento nell’utilizzo di rifiuti sia per la preparazione della farina cruda (anche scorie da incenerimento) e di combustibili da rifiuti è tale da mettere in discussione tale condizione. Richiediamo pertanto che l’Agenzia Europea per la chimica (ECHA) rivaluti tali situazione
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ARTICOLO DI ZERO WASTE ITALY
BUONE NOTIZIE DAI TERRITORI: IL CASO DEL COMBUSTIBILE SOLIDO SECONDARIO (CSS) E DEI CEMENTIFICI,
IL PARLAMENTO EUROPEO ACCOGLIE I CITTADINI CHE SI SONO ORGANIZZATI ATTORNO AD UNA PETIZIONE.
Bruxelles, lunedì 18 giugno 2018, ore 15:00
Il PARLAMENTO EUROPEO convoca i Comitati per discutere la Petizione NO CSS nei cementifici.
Dopo aver superato il vaglio dell’Ufficio Petizioni del Parlamento Europeo, a Dicembre 2017, la Petizione predisposta dal COMITATO LA NOSTRA ARIA e da RETE RIFIUTI ZERO LOMBARDIA è stata pubblicata sul portale Europeo delle Petizioni, riconoscendo così la fondatezza delle questioni sollevate.
Lunedì 18 Giugno Attilio Agazzi, rappresentante del Comitato La Nostra Aria, e Marco Caldiroli di Medicina Democratica, che ha offerto il suo contributo tecnico al testo della petizione, sono stati ricevuti a Bruxelles e hanno spiegato di fronte ai Deputati del Parlamento Europeo le ragioni dei cittadini firmatari la petizione.
La petizione è nata ed è stata promossa nel corso del 2017 dalla Rete Nazionale No Css nei Cementifici. La rete è nata a fine 2015 e vi hanno mano a mano aderito attivisti, comitati e associazioni di numerose realtà italiane che subiscono il problema della combustione dei rifiuti in cementerie nelle aree di Calusco d’Adda (BG), Matera, Val d’Arda (PC), Barletta (BA), Castelraimondo (MC), Monselice (PD), Pederobba (TV), Maniago (PN).
Cosa dice la petizione?

Con il Decreto Ministeriale 14 Febbraio 2013 n.22, c.d. Decreto “Clini”, il governo eleva al rango di combustibili alcuni rifiuti che hanno subito particolari trattamenti e controlli. Questa normativa si basa sul concetto di End Of Waste che implica però il rispetto di un’importantissima clausola determinante per la classificazione del rifiuto: si stabilisce che un rifiuto cessa di essere tale (End of Waste) ….se “l’utilizzo della sostanza o dell’oggetto non porterà ad impatti complessivi negativi sull’ambiente o sulla salute umana”; ciò significa che, nel ciclo di “utilizzo” dei rifiuti, gli impianti che li utilizzano come combustibili non devono produrre un aumento delle emissioni o di ceneri residue. Cosa che invece sembra si sia verificata in impianti che li hanno utilizzati e ancora li utilizzano.
Così facendo si evita l’applicazione dei corretti principi di Prossimità e di Autosufficienza dei Territori nella gestione dei rifiuti, creando invece un vero e proprio commercio di materiali (che solo dal punto di vista giuridico non sono più “rifiuti”, ma nella pratica rimangono tali), liberamente gestiti nell’ambito di logiche commerciali della compravendita, divenendo quindi motivo di ingenti guadagni per chi li tratta a tutto danno per la salute pubblica e in totale spregio del concetto di recupero e riutilizzo della materia e della tutela della salute dei cittadini!
La Petizione chiede al Parlamento Europeo di:
  • intervenire con le opportune azioni affinché si arrivi all’abrogazione del Decreto “Clini” in quanto in palese contrasto con la normativa comunitaria in materia di rifiuti e loro utilizzo. Si vuole così eliminare l’anomalia che permette ai cementifici di bruciare rifiuti nel ciclo di produzione del cemento “spacciandoli”per “normali combustibili”, con l’effetto di incrementare in modo drammatico le emissioni nocive nell’atmosfera.
  • verificare se negli impianti italiani, in particolare i cementifici che adottano i rifiuti (CSS), vi sia stata violazione della normativa europea in essere in materia di incenerimento e coincenerimento.
La discussione della petizione ha dato esiti molto promettenti:
1-La Presidentessa della commissione ha dichiarato che verrà indirizzata una lettera al Governo italiano chiedendo di prestare attenzione alle diffuse preoccupazioni che questa vicenda sta creando nei cittadini. Restiamo in attesa di conoscere i contenuti di tale lettera.
2-La Petizione resterà aperta, con possibilità di approfondire il tema mediante studi e casi futuri, che potranno supportate ulteriormente le motivazioni dei comitati.
Si aprono quindi nuove possibilità per approfondire il tema e riproporlo all’attenzione della Commissione Petizioni quando ci saranno dati e studi capaci di incidere maggiormente sull’immobilismo decisionale della Commissione Europea.
La petizione è pubblica e disponibile, nella sua forma sintetica, a questo indirizzo:
La petizione in formato completo, comprensiva di allegati, è consultabile sul blog del Cominato La Nostra Aria:
La discussione al Parlamento Europeo del 18 giugno è visualizzabile al seguente link:

Al seguente link intervista ANSA:
Si ringraziano tutti quanti hanno contribuito al nascere e crescere di questa iniziativa, che racchiude in sé molte importanti competenze e supporti, e in particolare MEDICINA DEMOCRATICA ONLUS che ha ufficialmente patrocinato e, nella persona di Marco Caldiroli, contribuito fattivamente alla stesura della petizione, ISDE ITALIA, che ha anch’essa ufficialmente patrocinato la petizione, Enzo Favoino, che ha dato lo spunto ideologico sulle linee guida della petizione, Roberta Angelilli, che ha seguito la definizione della struttura, l’eurodeputata Eleonora Evi, che ha sostenuto la petizione in sede europea, tutte le associazioni e comitati nazionali che hanno aderito ufficialmente raccogliendo firme e prestando il loro simbolo, tra cui: Comitato La Nostra Aria di Solza, Rete Rifiuti Zero Lombardia, NOCSS Movimento Civico Cambiamo Aria, Comitato popolare Lasciateci Respirare, Comitato E Noi?, Comitato Aria Pulita in Val d’Arda, Comitato Basta Nocività in Val d’Arda, Comitato Cittadini per l’Ambiente Rurale, Circolo Legambiente “E. Politi” di Piacenza, Salute&Ambiente Comitato No Inceneritore a Matera, Associazione 5R Zero Sprechi, Associazione Arianova (Pederobba), Movimento No all’Incenerimento, Si al Riciclo Totale (Fanna -PN).
Per chi volesse contribuire nel sostenere le spese della trasferta europea e i costi relativi alla promozione della petizione, qui di seguito le coordinate bancarie dove poter fare un versamento: CC IT07R0889961440000000370483, causale “sostegno comitati”(possibilmente indicare nominativo, gruppo di appartenenza se presente e indirizzo e-mail per rimanere aggiornati sul seguito della discussione). Ringraziamo in anticipo per la collaborazione!
Comitato La Nostra Aria (comitatolna@gmail.com)
Rete Rifiuti Zero Lombardia (rifiutizeromerate@gmail.com)