lunedì 18 maggio 2020

Correlazioni tra l’inquinamento atmosferico, diffusione del Coronavirus e future decisioni degli enti competenti su materie di impatto ambientale

Gli enti decisori non possono più sorvolare sulle le condizioni di inquinamento ambientale in cui viviamo, soprattutto dopo le evidenze che si stanno delineando nel corso di questa emergenza!!
Qui sotto trovate la nostra comunicazione agli enti competenti: se tutto questo non basta, cosa ci vorrà ancora?!?

domenica 16 febbraio 2020

La tutela sanitaria dei cittadini, questa sconosciuta...

Lo scorso 31 Gennaio 2019 abbiamo di nuovo contattato tutti i comuni coinvolti dalle ricadute del camino del cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d'Adda (ed anche altri comuni limitrofi) richiedendo, come già fatto altre volte, di svolgere una indagine epidemiologica INDIPENDENTE sui cittadini coinvolti da queste ricadute.

Il tutto a maggiore tutela della salute dei cittadini della zona che, da anni, si trovano a convivere con una attività classificata come "insalubre di classe 1", ma senza avere MAI avuto un riscontro analitico sull'incidenza che questa attività in realtà ha sulla loro salute.
Sopratutto alla luce del fatto che, da qualche anno a questa parte, il cementificio ha iniziato a bruciare 30.000 ton./anno di rifiuti (o CSS che sia, ma sempre di rifiuti si tratta, anche se una norma nazionale li ha elevati al rango di combustibili per scopi commerciali....) con i noti rischi sanitari connessi, e questo dato non potrà che aumentare nel tempo data la complicità delle leggi Nazionali ed anche Regionali!

I sindaci sono i garanti della salute dei loro concittadini e, sulla base di questo, possono intervenire in maniera ANCHE INCISIVA quando si tratta di richiedere analisi e, se necessario, azioni a tutela della salute pubblica.
Ma i nostri sindaci sembrano sempre molto "timidi" a riguardo, nonostante le molteplici situazioni critiche presenti sul territorio che, in realtà, imporrebbero controlli sempre maggiori.

Una sola risposta ci è giunta sino ad ora a seguito della nostra comunicazione, ed in sintesi afferma che quanto da noi richiesto non è di loro competenza ma bensì di ATS.
Come i nostri lettori ben sanno, siamo in contatto diretto con ATS che dichiara di non poterla eseguire nello specifico.
Quindi che fare?!?
La nostra richiesta verte appunto sul fatto che un comune, o una serie di comuni che si uniscono in "consorzio" e portatori di interessi nei confronti di questa emissione, potrebbero commissionare ad un ente specifico e certificato l'esecuzione dell'indagine richiesta dai cittadini.
Nella nostra comunicazione abbiamo citato un esempio pratico in merito, ma molti altri ce ne sono: chi aveva la volontà di agire lo ha fatto senza remore!

Tutti possiamo però constatare che i nostri amministratori, almeno fino ad ora, nulla hanno fatto in merito all'esecuzione delle indagini sanitarie richieste!
Possiamo invece vedere che confidano nel rispetto dei limiti di emissione, fiduciosi del fatto che questo corrisponda ad un "rispetto della salute dei cittadini" (assolutamente non certa la cosa...) ed attendono l'analisi che la Provincia di Bergamo HA COMMISSIONATO AD ITALCEMENTI STESSA, sotto la supervisione di ATS.

Cosa possiamo fare ora, se non restare in attesa di ulteriori riscontri...
Nel frattempo noi cittadini interessati facciamoci sentire in ogni ambito possibile, privato e pubblico, per richiedere con forza ed ottenere un minimo di certezze sull'ambiente in cui viviamo.

Qui sotto trovate il link per scaricare e leggere il documento INVIATO A 36 COMUNI coinvolti dalle ricadute, o prossimi ad esse solo per maggiore informazione.
Lo riportiamo in forma anonima, all'inizio trovate l'elenco dei comuni a cui è stato inviato e che tutti hanno ricevuto.




Qui il link all'articolo citato di riferimento.





domenica 26 gennaio 2020

Facciamo che l'inquinamento non diventi una cosa normale!!

L’inquinamento atmosferico mette sotto assedio la pianura Padana e Merate è assurta a ruolo di leader in questa sciagurata classifica (PM 10 pari a 121 μg/m3 con valori limite pari a 50 μg/m3 ).

Gli enti, dopo anni di immobilismo, cominciano a muovere i primi passi “impopolari” bloccando in qualche caso anche auto sbandierate dalle case automobilistiche come “il futuro dell’ecologia” (diesel Euro 6).

Oltre al traffico veicolare, di cui è nota la responsabilità, non dobbiamo però dimenticare che anche il riscaldamento domestico contribuisce a peggiorare la salubrità della nostra aria.

Viste le risultanze delle analisi dell’aria, sorgono allora spontanee alcune riflessioni.

Sembra infatti che i blocchi temporanei del traffico e le limitazioni temporanee ai riscaldamenti domestici non risolvano i problemi: in realtà sembrano delle pezze, solamente “piccole” azioni per non peggiorare ulteriormente una situazione degradata dall’immobilismo di un sistema che non si rinnova.

Inoltre risolvono solo una parte del problema, quella in effetti più FACILE E COMODA da risolvere, in quanto “stringe le maglie” attorno ai privati cittadini, facili da colpire con interventi legislativi ad hoc per forzarli a rinnovare il parco autoveicoli e/o il proprio impianti di riscaldamento domestico.

Approfondendo ancora la riflessione, risulta chiaro che nessuno si sforza invece di aggredire il comparto dei grandi impianti di combustione ed inceneritori, i quali sicuramente danno un pesante apporto all’inquinamento atmosferico e sono attività spesso evitabili in quanto derivanti da specifiche scelte politiche e di mercato.

Qui vicino a noi, a meno di tre chilometri da Merate, il cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda, solo considerando le emissioni di Nox ogni giorno inquina come 570.000 autovetture diesel che percorrono 40km!! Senza dimenticare la presenza di altre realtà contigue certamente molto meno impattanti del cementificio ma che comunque contribuiscono al superamenti della soglia di inquinanti dispersi in atmosfera.

E non si tratta solo di un problema di “particolato genericamente parlando”... infatti tutti i cementifici, pur essendo già classificati come “industrie insalubri di 1° classe”, per via del decreto Clini D.M. 14 Febbraio 2013 n.22 sono autorizzati anche a bruciare rifiuti senza avere efficienza e sicurezza paragonabile agli inceneritori dedicati a tale scopo, emettendo di conseguenza anche moltissime altre sostanze inquinanti di cui molte sicuramente persistenti e tossiche per la salute umana (come metalli pesanti di vario tipo per es. arsenico, piombo, zinco e diossine e PCB) che tra l’altro automobili e riscaldamenti domestici non emetteranno mai!

Inoltre siamo geograficamente al centro di una cerchia di inceneritori di rifiuti che, per via della nostra pigrizia nel limitare i consumi e differenziare correttamente, bruciano circa 700.000 ton/anno di rifiuti, per rendere l’idea c.ca 90 autotreni al giorno bruciati sotto il nostro naso!

Fino a quando gli enti continueranno a colpire i singoli cittadini, senza colpire i grandi impianti di combustione, il problema inquinamento dell’aria migliorerà ma non potrà mai essere risolto!

Come spesso si dice, serve una modifica strutturale del sistema, la quale DEVE coinvolgere anche i grandi impianti di combustione ed industriali in genere che, chissà come mai, non vengono mai chiamati in causa dalla stampa e dagli enti per il loro apporto all’inquinamento ambientale.

Infatti questi giganteschi camini lavorano c.ca 330gg. anno per 24 ore al giorno, mentre i riscaldamenti in primavera si spengono, e le automobili di notte circolano molto meno...

Vorremmo che tutti si rendessero conto di queste situazioni affinché, oltre ad impegnarsi nel loro piccolo limitando le proprie auto e riscaldamenti, prendano posizione e denuncino a migliaia queste inaccettabili mancanze, che potremmo anche paragonare a dei favoritismi!


Comitato La Nostra Aria  - Rete Rifiuti Zero Lombardia
21 Gennaio 2020
Per contatti e informazioni:




domenica 3 novembre 2019

Indagine epidemiologica e partecipazione cittadina: qualcosa non funziona?

Siamo oramai a Novembre 2019.
La pratica VIA17-BG con cui Italcementi Heidelberg Cement chiede di aumentare a 110.000 ton/anno la quantità di rifiuti bruciati nella cementeria di Calusco d'Adda, attivata a Novembre 2014, è ancora in corso.

Al giorno d'oggi sono passati:
• 4 anni e 3 mesi dalla consegna delle 10.000 firme presso la Provincia da Bergamo;
• 3 anni e 9 mesi dalla presentazione delle nostre osservazioni presso la Conferenza dei servizi sulla pratica VIA17-BG in Provincia di Bergamo;
• 2 anni dalla consegna di ulteriori firme ai sindaci dei comuni di Solza, Cornate d'Adda e Calusco d'Adda.
• 6 mesi dal nostro ultimo intervento in Provincia di Bergamo, in occasione dell'insediamento del nuovo Presidente.
Senza citare le numerose assemblee, manifestazioni e spettacoli svolti contemporaneamente a quanto sopra esposto.

Tutte le nostre sollecitazioni,  volte principalmente allo svolgimento di una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA georeferenziata caso-controllo INDIPENDENTE, non hanno ancora avuto un riscontro pratico dagli enti interpellati.
Tuttavia l'ente ATS (ex Asl) ha chiesto lo svolgimento dell'indagine direttamente alla ditta Italcementi Heidelberg Cement.
Come già sapete, non possiamo essere soddisfatti di una indagine svolta dal controllato, però ha comunque focalizzato la pratica VIA sull'aspetto sanitario (in principio quasi assente) bloccandone lo svolgimento fino allo scioglimento di questo nodo.

In un momento di stasi come questo è FONDAMENTALE NON DIMENTICARE la richiesta in essere, che sembra dormiente, ma anzi è importante mantenere il contatto con le istituzioni per fare sentire la nostra presenza e reclamare sempre quanto richiesto: per questo sollecitiamo continuamente ATS allo scopo di ottenere un incontro partecipativo e la condivisione di maggiori informazioni sull'indagine epidemiologica in essere commissionata da Italcementi Heidelberg.
Purtroppo ATS condivide solamente pochissime informazioni ed ignora continuamente le nostre richieste di incontro e scambio di documentazione.

Qui sotto vi riportiamo le ultime comunicazioni intercorse con ATS.

Invitiamo sempre tutti i cittadini residenti in prossimità dell'impianto a chiedere conto al loro sindaco dello stato di queste richieste e di eventuali aggiornamenti sulla pratica: è necessario che la popolazione renda responsabili i sindaci in quanto, oramai si è capito, faticano ad attivarsi in maniera indipendente su importanti questioni relative alla salute pubblica.





























domenica 14 aprile 2019

La Provincia di Bergamo continua a disattendere le richieste di 10.000 cittadini

Così, dopo pochi scambi epistolari ed un incontro presso gli uffici della Provincia, sembra che anche il nuovo Presidente della Provincia di Bergamo non abbia alcuna intenzione di promuovere lo svolgimento di una indagine epidemiologica INDIPENDENTE sulle ricadute dei fumi del cementificio Italcementi-Heidelberg di Calusco d'Adda.
Il tutto dopo un incontro che, tutto sommato, prometteva bene: con il Presidente che contattava direttamente il direttore di ATS chiedendo informazioni e chiedeva al suo dirigente presente Dott. Confalonieri se fosse possibile per la Provincia svolgere l'indagine richiesta.

Al termine dello scritto potete consultare tutti i documenti e le comunicazioni intercorse.

Infatti il Presidente Gafforelli, nella sua ultima risposta alle nostre interpellanze che potete leggere in calce a questo testo, dichiara piena fiducia (come è giusto che sia) agli enti che controllano lo studio epidemiologico in preparazione dalla stessa Italcementi-Heidelberg.
Ma questa fiducia potrebbe anche essere affiancata dalla volontà di fare qualcosa di diverso!

Non abbiamo mai negato la fiducia al lavoro in capo agli enti, abbiamo comunque la ferma convinzione che controllare uno studio impostato e deciso da altri abbia ben altro peso che DIRIGERE uno studio svolto in piena autonomia, quindi svolto al solo scopo di sciogliere ogni dubbio sollevato dai cittadini.
Ricordo che stiamo parlando di uno dei più grandi cementifici d'Italia, per legge definite industrie insalubri di classe 1, posto in pieno centro abitato, con ricadute insistenti su perlomeno c.ca 20.000 cittadini, che sta attendendo autorizzazione a bruciare 110.000 ton/anno di rifiuti.
Ricordo che abbiamo PIU' VOLTE evidenziato l'aumento degli inquinanti, sopratutto quelli pericolosi alla salute dell'uomo, derivanti dall'introduzione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d'Adda: darti RILEVATI dalla stessa azienda, non inventati.

A nostro parere questa situazione richiederebbe maggiore attenzione ed investimenti di risorse da parte della Provincia di Bergamo.
Mentre invece le uniche risorse che la Provincia ha investito sono stati 10.000 Euro (magari con altre aggiunte, ma non ne siamo a conoscenza) in un Osservatorio Ambientale, gestito prima dalla CIB ed ora da Hydrogest, che ha portato alla luce del Qcumber: penso che pochi sappiano di che si parla in quanto NON HA PORTATO AD ALCUN RISULTATO.
Ed ora si propone di installare centraline di analisi dell'aria nella Bergamasca, per certificare quanto GIA' CERTIFICATO dalle agenzie ambientali internazionali: cioé che siamo una tra le zone più inquinate di tutta Europa.
Vi riporto QUI il collegamento ad una esperienza BEN DIVERSA di osservatorio ambientale: a Matera hanno stanziato 60.000 Euro per svolgere una indagine epidemiologica:
https://www.facebook.com/noinceneritoreamatera/photos/a.305718636298181/1010742885795749/?type=3&theater

Tutte queste considerazioni lasciano l'amaro in bocca: sempre analisi tecniche, che da anni si rivelano inconcludenti in quanto tutto è sempre nella norma, MAI indagini sanitarie che portino alla luce l'incidenza di questa situazione "perfettamente nella norma" sulla nostra salute.
Qui sotto il link ad un nostro precedente articolo sul nostro impegno degli anni passati per svolgere l'indagine epidemiologica:
https://comitatolna.blogspot.com/2017/11/indagine-epidemiologica-e-richieste.html














mercoledì 3 aprile 2019

BASTA RIFIUTI NEI CEMENTIFICI - Un sabato insieme per ribadire la nostra posizione

Sabato 30 Marzo 2019, in occasione della riapertura ciclo-pedonale del ponte S. Michele, abbiamo organizzato una serie di eventi per restare in contatto con la popolazione e sensibilizzarla sul problema della combustione dei rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

In molti sono passati a trovarci, già dalla mattina al banchetto informativo, chiedendo informazioni ed offrendo il loro appoggio alla causa.

Dalle 14,30 abbiamo attivato un gazebo che è stato molto frequentato per tutto il pomeriggio, anche al di là delle nostre aspettative.
Ringraziamo soprattutto quanti si sono spontaneamente presentati dandoci una mano a gestire il gazebo, un gesto significativo e molto utile.

Dalle 16,30 è andato in scena in Flash Mob sul tema dell’inquinamento e della cementificazione, per cui ringraziamo di cuore la “Campsirago residenza”, nelle persone di Michele Losi e Noemi Bresciani, che si sono completamente presi in carico l’attività, e tutti quanti hanno reso la loro disponibilità ad esserne parte.
Hanno inoltre deciso di partecipare alle attività anche gli studenti di Merate, Monza e Bergamo che, dopo avere organizzato i Fridays For Future, hanno capito il peso che la cementeria ha sul territorio e rispetto ai cambiamenti climatici.
Infatti, se avrete occasione di consultare le mappe online di Arpa sulle emissioni climalteranti, scoprirete che la zona di Calusco d'Adda è una delle poche zone con le maggiori concentrazioni di climalteranti in Lombardia, qui sotto il link ad un estratto:

Non è mancata nemmeno la presenza degli scout Agesci, gruppo Cernusco 1 che, insieme agli studenti, hanno portato lo striscione per le strade con un entusiasmo invidiabile.

La cementeria Italcementi-Heidelberg di Calusco d’Adda è in attesa dell’autorizzazione per bruciare 110.000 ton./anno di rifiuti nel suo forno.
Da anni il Comitato La Nostra Aria e Rete Rifiuti Zero Lombardia si battono per impedire che l’autorizzazione venga rilasciata, con il pieno appoggio dei cittadini coinvolti dalle ricadute del camino, chiedendo inoltre che venga svolta una INDAGINE EPIDEMIOLOGICA INDIPENDENTE sulla salute della popolazione coinvolta dalle ricadute del camino.
Fino ad ora nessuno si è attivato per svolgere quanto richiesto dai cittadini.
Per questo non ci fermeremo fino a quando queste richieste non verranno prese in carico dagli enti preposti, senza attendere l’esito dell’analisi richiesta dalla Provincia di Bergamo alla stessa Italcementi-Heidelberg.



https://drive.google.com/open?id=1t4SOrkFiGlpARlFZy1Bk63XldAQvhapE




https://drive.google.com/open?id=1Dva8ZaFz4k7iY6k9IXUpjjU2-IiQPsl-https://drive.google.com/open?id=1Dva8ZaFz4k7iY6k9IXUpjjU2-IiQPsl-


domenica 16 dicembre 2018

Indagine epidemiologica sulla cementeria di Calusco: NEI NUMERI DI QUELLA INDAGINE CI SONO ANCHE IO

Il tempo passa e la gente si dimentica, anche di realtà importanti: per questo non ci stancheremo mai di ricordare ai cittadini che vicino a noi c'è un cementificio che già brucia rifiuti e, in prospettiva, vuole aumentare le tonnellate di rifiuti bruciate fino a raggiungere un livello tale da poter essere assimilato ad un vero e proprio INCENERITORE.

Forse anche a seguito delle nostre insistenti richieste (fin dal 2015 spingiamo sugli enti pubblici per eseguire delle approfondire ed indipendenti indagini sanitarie), succede che nell'Agosto 2016 la Provincia di Bergamo ha richiesto di svolgere una indagine epidemiologica sulle ricadute del camino della cementeria di Calusco d'Adda.
Però, contrariamente alle nostre intenzioni, l'ha richiesta direttamente ad Italcementi aprendo la strada, a nostro avviso, ad un pesante conflitto di interessi: il controllato è anche il controllore!
Vi invitiamo a rileggere le nostre considerazioni nell'articolo del 30-05-2018:
https://comitatolna.blogspot.com/2018/05/febbraio-2015-i-comitati-attivano-la.html

La garanzia contro questo rischio, posta dalla Provincia di Bergamo, è rappresentata dal controllo di ATS che, sulla base delle sue competenze, dovrà analizzare e validare lo studio prodotto da Italcementi.

Abbiamo così aperto un canale diretto con ATS, ALLA RICERCA DI CONTINUI AGGIORNAMENTI E RICHIEDENDO DI ESSERE ANNESSI ALLE OPERAZIONI DI VALUTAZIONE DELLA STESSA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA CON NOSTRI ESPERTI INDIPENDENTI.

Dopo 28 mesi dalla suddetta richiesta di indagine epidemiologica, e dopo le nostre insistenti richieste di aggiornamento in vari e diversi momenti, nessuna importante novità ci è pervenuta ED I GIOCHI PROSEGUONO A PORTE CHIUSE nonostante le 10.000 firme di cittadini che PRETENDONO UN ACCERTAMENTO SANITARIO INDIPENDENTE.
Attualmente non siamo a conoscenza del protocollo con cui l'indagine verrà svolta e neppure i tempi di conclusione della stessa.

Per questo proseguiamo nel richiedere informazioni e partecipazione agli enti preposti: tutti insieme dobbiamo tenere alto l'interesse su quanto sta accadendo, dobbiamo restare sul pezzo per pretendere di essere informati, ogni cittadino può richiedere aggiornamenti dai propri amministratori.
Tutti possono dire che "NEI NUMERI DI QUELLA INDAGINE CI SONO ANCHE IO!".

Qui sotto vi riportiamo i link ai nostri documenti di richiesta inviati ed alle scarne risposte ricevute.




https://drive.google.com/open?id=1_K1urZAXD_2W2O6MP98uQnfY0VMnLSFP


https://drive.google.com/open?id=1QvG8DruN6a2Hj-GMgfTGGZm_dHbl9P0f




https://drive.google.com/open?id=1lBZvQ4uICUXY1x45zRnWUftX4P8uK0zS


https://drive.google.com/open?id=1WErupWSHijOO212Xr3b6QjfMovu75KZm





https://drive.google.com/open?id=1oRfPXl_bC-f8WIOpOXTzjKOJ47wxspwl




https://drive.google.com/open?id=1i0UcPX4yXp4Cmb5W0A0bVoLfg9Mnk0gw