domenica 3 aprile 2016

Alcune considerazioni sul decaduto protocollo Comuni-Italcementi e successivi risvolti nel territorio

In questi giorni abbiamo appreso dalla stampa che il “Protocollo Italcementi” sul quale erano impegnati alcuni Sindaci di comuni limitrofi a quello ove ha sede lo Stabilimento (oltre al Sindaco del comune ospitante l’impianto), è stato definitivamente abbandonato.
Il nulla di fatto segue i clamori propagandistici che annunciavano, già nello scorso mese di gennaio, la firma di un’intesa che avrebbe dovuto sancire (dopo l’accordo del 2012, lasciato colpevolmente inapplicato da quegli stessi Sindaci che ora stavano discutendo il nuovo Protocollo) un nuovo punto di equilibrio tra le esigenze della Società Italcementi e quelle delle amministrazioni sottoscrittrici. Quanto poi le esigenze di queste ultime coincidessero con gli interessi reali delle popolazioni residenti era tutto da dimostrare.
Il fallimento di una trattativa dovrebbe interrogare sempre le parti in gioco, sia sulle responsabilità politiche e formali, sia sulle inadeguatezze metodologiche e le criticità di merito. Ciò soprattutto quando a essere oggetto di trattativa erano (e restano) interessi fondamentali e difficilmente assoggettabili a mediazioni/compensazioni quali l’ambiente e la salute ad esso connessa.
L’esito inconcludente della trattativa porta con sé i limiti di una discussione che si è svolta tutta nelle “segrete stanze”, avendo cura di tenere ben lontana la popolazione da qualsivoglia forma di coinvolgimento, sia esso informativo che decisionale.
Ci chiediamo, vista la qualità della documentazione che i Comitati di Cittadini avevano prodotto – e messo a disposizione di tutti - con l’ausilio dei migliori esperti nazionali del settore (Chimici, Medici, Professori esperti in analisi epidemiologiche, ecc.) perché tale documentazione sia stata snobbata dai volenterosi Sindaci che negoziavano con Italcementi.
A chi continua a fare paura questa documentazione?
Forse sconcertano i numeri, drammatici, che ci dicono dell’incremento della mortalità e della morbilità nei territori dove si respira aria inquinata dall’incenerimento di rifiuti e/o da rifiuti utilizzati come combustibili?
Certamente i dati che emergono da approfonditi studi fatti in prossimità di siti produttivi assimilabili, per analogia, al cementificio di Calusco d’Adda, spaventano chiunque li voglia leggere con obiettività e senza lenti mediate da altri fini che non siano l’interesse generale dei cittadini.
Oggi, quelle preoccupazioni, che ancora tengono viva l’attenzione dei Comitati, sono state fatte proprie dal Consiglio Provinciale di Bergamo (rammentiamo che la Provincia è l’ente valutatore della richiesta presentata dalla Italcementi) che in un Ordine del Giorno approvato lo scorso 22 marzo dal titolo programmatico ”Indirizzi del Consiglio Provinciale in merito all’impatto ambientale dello stabilimento Italcementi di Calusco d’Adda” cita in più passaggi le legittime preoccupazioni dei cittadini per la loro salute e la necessità che gli enti valutatori si dotino di tutte le analisi e gli studi, anche epidemiologici, utili ad avere un quadro certo dello stato ambiente/salute del nostro territorio tale da poter orientare decisioni consapevoli perché  supportate scientificamente.
Obiettivo di tutti dare piena applicazione a quell’art.32 della Costituzione, troppo spesso, diciamo noi, disapplicato e/o asservito a interessi imprenditoriali in totale spregio della salute pubblica.
Osserveremo come sempre con molta attenzione se alle dichiarazioni di principio seguiranno fatti concreti.
In ultimo rileviamo che, parallelamente alla presa d’atto del fallimento del tavolo Sindaci/ Italcementi, un numero sempre maggiori di Sindaci sta deliberando, all’interno delle proprie Giunte, soluzioni del tutto opposte a quelle che si profilavano nel citato protocollo: si decide cioè di concentrare l’attenzione su un serio studio epidemiologico (analisi georeferenziata caso controllo), stanziando per questo anche risorse nel bilancio. Fortunatamente ciò accade anche superando gli steccati politici tra maggioranze e minoranze, dato che il fine ultimo è la salute dei cittadini.
L’ipotesi sulla quale si sta lavorando sembrerebbe voler subordinare ogni decisione circa la richiesta presentata da Italcementi e oggetto di valutazione in sede Provinciale all’esito della suddetta analisi epidemiologica.
Questa sembra l’unica posizione di buon senso vista la drammatica situazione ambientale in cui versa l’Isola bergamasca e i limitrofi territori di Monza/Brianza e meratese.
Tutto ciò è quanto i Comitati di Cittadini stanno chiedendo da oltre un anno ad ogni livello (politico/amministrativo, di Enti di controllo) e al quale non intendono rinunciare.
I soggetti preposti – direttamente e/o indirettamente - alla valutazione della richiesta Italcementi (Provincia, Ats, Osservatori vari, ecc.) dovranno oggi tenere conto non già di generici contenuti di Protocollo (inesistente) ma di una ritrovata coscienza e consapevolezza del problema, da parte di tante cittadine e cittadini che, con i loro Sindaci, chiedono rispetto e attenzione al fondamentale dritto di vivere in un ambiente più salubre e sicuro.

Comitato La Nostra Aria, Comitato Aria Pulita Centro Adda, Rete Rifiuti Zero Lombardia



sabato 12 marzo 2016

SOSTIENI I COMITATI!! - Partita la raccolta fondi

Nello svolgimento delle attività dei comitati "La Nostra Aria+Rete Rifiuti Zero Lombardia+Aria pulita Centro Adda" c'è una grande novità!

Fino ad ora tutte le attività da noi svolte sono state economicamente autogestite, tramite auto-tassazione degli attivisti impegnati ad organizzarle ed eseguirle, permettendo così uno svolgimento delle iniziative libero da ogni influenza o condizionamento esterni.

Dopo tutti gli interventi nelle sedi amministrative che già conoscete volti alla semplice tutela della salute pubblica (come la raccolta firme e successiva consegna ufficiale alla Provincia di Bergamo, la stampa di materiali di diffusione per i banchetti e le assemblee, l'organizzazione di manifestazione ed incontri pubblici di approfondimento con affermati professionisti) vista la forte vicinanza che la gente ci ha dimostrato vogliamo proseguire questo cammino di informazione e sensibilizzazione sia sul fronte popolare che su quello amministrativo.

Lo vogliamo fare con eventi di sempre maggiore rilievo mediatico e rendendo il più capillare possibile la diffusione di informazioni di pubblico interesse ed elevata importanza.

Da ora in poi, grazie al supporto amministrativo di Sotto Il Monte Solare, ognuno può versare una piccola e volontaria somma a favore delle nostre attività ed iniziative.
Come penso potete immaginare avremmo proseguito nel nostro impegno anche senza chiedere alcun supporto economico, però abbiamo in serbo varie iniziative che, grazie ad un aiuto economico esterno, potranno essere svolte con i mezzi adatti alla loro giusta valorizzazione.

Per chi vuole, qui sotto riportiamo ED A QUESTO LINK le istruzioni per supportarci.
Grazie in anticipo a tutti.



domenica 7 febbraio 2016

TUTTI I VIDEO dell'assemblea pubblica 19 Gennaio 2016 a Calusco d'Adda

Abbiamo raccolto una serie di video per riproporre a tutti, soprattutto a chi non ha potuto essere presente, quella fantastica assemblea che abbiamo avuto modo di vivere direttamente.

Dopo la palylist, che rappresenta una sintesi della serata, trovate i singoli video con gli interventi integrali di ogni relatore.



https://youtu.be/KmMFKegjw_w?list=PLEcAppv0arI8L8uLXuRCniMAVG3KhZm3C




La combustione dei rifiuti nei cementifici
Come avviene e cosa comporta





Conseguenze sanitarie dell'incenerimento dei rifiuti
Con particolare attenzione all'ambito pediatrico





Osservazioni sull'indagine sanitaria presentata alla Provincia di Bergamo





Cosa è e come si esegue una indagine epidemiologica
Testimonianze di azioni sul territorio

https://www.youtube.com/watch?v=Sq8p4LZnX1o








martedì 2 febbraio 2016

ASSEMBLEA PUBBLICA del 29 GENNAIO a CALUSCO D’ADDA (BG) - I COMITATI RINGRAZIANO

I comitati La Nostra Aria e Aria Pulita Centro Adda, assieme a Rete Rifiuti Zero Lombardia e ai numerosi cittadini che si sono uniti al Coordinamento Basta Inquinamento Italcementi, desiderano ringraziare tutti i partecipanti all’assemblea pubblica svoltasi venerdì 29 gennaio presso la Chiesa Vecchia di Via dei Tigli di Calusco d’Adda.
E’ stato emozionante vedere la sala gremita in ogni ordine di posti, con tantissime persone che hanno assistito stando in piedi e sul sagrato della chiesa.
Oltre agli illustri relatori già annunciati (la Dott.ssa Patrizia Gentilini, medico oncologo e membro del Comitato Scientifico ISDE Italia - Associazione Medici per l’Ambiente, il Dott. Marco Caldiroli, Chimico e Vice Presidente di Medicina Democratica e il Dott. Edoardo Bai, medico epidemiologo e membro ISDE) all’assemblea è intervenuto anche  il Dott. Paolo Crosignani, medico epidemiologo e già Direttore dell’Istituto dei Tumori di Milano.
I relatori, di provata esperienza e professionalità, hanno evidenziato l'estrema pericolosità per la salute derivante dall'incenerimento dei rifiuti, fornendo dati incontrovertibili ai quali è difficile ribattere.
Il pubblico, estremamente attento, ha ascoltato in silenzio le relazioni degli ospiti ponendo loro numerose domande inerenti ad un problema fortemente sentito, non solo dalla popolazione locale, ma anche dai residenti dei  paesi limitrofi. 
Il dott. Caldiroli ha illustrato, con numerosi dati tecnici di supporto, come le emissioni si modificano con l’introduzione dei rifiuti e come, in realtà, non sia così vantaggioso utilizzarli in un cementificio, sopratutto dal punto di vista della tipologia di inquinanti emessi.
La dott.ssa Gentilini ha dimostrato come questi danni, ormai già da parecchio tempo accertati scientificamente da molti studi medici, riguardino in particolar modo i bambini, sin dallo stato fetale.
Il dott. Crosignani si è soffermato sull’importanza dell’indagine epidemiologica al fine di evidenziare il nesso di causalità tra l’inquinamento ambientale e i danni sanitari. A tale riguardo ha portato ad esempio l’indagine epidemiologica  svolta dalla ASL di Bergamo a Filago, dove sorge l'inceneritore Ecolombardia 4, evidenziando come, a seguito di tale indagine, la Procura della Repubblica abbia aperto un fascicolo  contro ignoti per danno ambientale.
Il dott. Bai ha dapprima stigmatizzato la "credibilità" di Italcementi che già nel primo protocollo di intesa di circa dieci anni fa aveva promesso, senza poi mai averlo realizzato, la costruzione di una scalo ferroviario per ridurre il traffico; successivamente ha evidenziato le numerose e gravi lacune presenti nello studio di impatto sulla salute prodotto dall'azienda, aprendo così la strada a possibili ricorsi alla magistratura qualora la Conferenza dei Servizi dovesse autorizzare Italcementi a bruciare 110 mila tonnellate annue di rifiuti. 
A conclusione della serata i comitati hanno ribadito che nessuno vuole impedire a Italcementi di portare avanti la sua attività imprenditoriale sul territorio: quello che i cittadini chiedono è che il rilascio dell’autorizzazione per l’incremento del tonnellaggio dei rifiuti bruciati sia vincolato all’esito di una indagine epidemiologica svolta sul territorio, ciò a garanzia della tutela della salute dei residenti. Riteniamo che ogni atto (compresi accordi o protocolli definiti a livello locale) che non tenga conto dei risultati di una preventiva indagine epidemiologica sia un azzardo e potrebbe esporre i decisori a gravi responsabilità nei confronti delle popolazioni locali.
A breve sarà disponibile il video integrale dell’evento.
Per contatti e informazioni:



Qui sotto trovate le presentazioni dei relatori:
CLICCATE SULL'IMMAGINE O SUL TITOLO PER VISUALIZZARLE




https://drive.google.com/open?id=0Bx-1Z-fczHV2R0FUY3lUZkx0d1U


















14 Dicembre 2015 - Conferenza Dei Servizi istruttoria per V.I.A. Italcementi Calusco d'Adda

Lunedì 14 dicembre 2015 si è svolta a Bergamo, presso la sede della Provincia in Via Tasso, la conferenza dei servizi istruttoria indetta dall’ente in merito alla richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) redatta da Italcementi allo scopo di ottenere l'autorizzazione a triplicare il quantitativo di rifiuti bruciati presso lo stabilimento di Calusco d’Adda in sostituzione parziale del coke di petrolio.
I comitati cittadini La Nostra Aria, Aria Pulita Centro Adda e Rete Rifiuti Zero Lombardia, rappresentanti di 10.000 firme raccolte sul territorio con la petizione popolare "Basta inquinamento: No alla trasformazione del cementificio Italcementi S.p.a in un inceneritore e richiesta di drastica diminuzione delle emissioni inquinanti", hanno presenziato alla conferenza in veste di uditori.
La conferenza è stata preceduta e seguita da un sit-in tenutosi fuori dal palazzo della Provincia, organizzato allo scopo di manifestare il dissenso alla richiesta dell’azienda così come è stata formulata in sede di VIA.

I comitati cittadini per l'occasione hanno prodotto e protocollato, presso la Provincia di Bergamo, un documento riassuntivo delle richieste e delle osservazioni tecniche e sanitarie finora prodotte (tra cui i documenti redatti da ISDE Italia- Associazione Medici per l’Ambiente).

Nel documento riassuntivo viene evidenziato:
1- le evidenze di danno sanitario legato alla co-combustione dei rifiuti nei cementifici derivanti da
     studi medico-scientifici presi a riferimento;
2- l’aumento degli inquinanti emessi dal camino del cementificio e gli svantaggi rispetto alla
    combustione dei rifiuti in un inceneritore;
3- i pericoli legati al fatto che le ceneri e le scorie della combustione dei rifiuti, normalmente
    classificate come rifiuto tossico, vengono inglobate nel cemento, che poi viene commercializzato.
    Ciò costituisce un rischio sia per l’ambiente (suolo e falde acquifere) a seguito della demolizione
    dei manufatti, sia per i lavoratori coinvolti nella produzione, che si ritrovano a maneggiare
    cemento con composti tossici;
4- la possibile violazione della normativa REACH nella produzione di clinker chimicamente
    modificato dalla presenza dei composti chimici presenti nelle scorie e ceneri inglobate;
5- l’aumento notevole in massa del totale dei combustibili bruciati;
6- il fatto che il rischio rilevato nello studio tossicologico prodotto da Italcementi a luglio 2015 e
    integrato a ottobre 2015 è evidentemente sottostimato, perché basato su parametri non
    sufficientemente cautelativi;
7- che l’utilizzo dei rifiuti come combustibile interferisce pesantemente nella filiera del recupero di
    materia;
8- che il rispetto dei limiti di legge previsti per l’emissione non dà nessuna garanzia che le emissioni
    prodotte non producano gravi danni alla salute della popolazione.

A riprova dei punti sopra citati viene menzionata un’amplia bibliografia, tra cui i recenti risultati dell’indagine epidemiologia condotta dall’ARPA di Vercelli per valutare gli effetti delle emissioni dell’inceneritore locale (ricordiamo, solo per citare alcuni dati che è stato riscontrato un aumento dei tumori del colon-retto pari al 400%, del polmone pari al 180%, delle malattie ischemiche del cuore pari al 90%) e l’ancora più recente studio pubblicato dall’EEA (European Environment Agency) in cui viene rimarcata la pessima qualità dell’aria in Italia (sappiamo che il peggio si attesta nella Pianura Padana), mettendoci al primo posto nell’incidenza di mortalità attribuibile alle polveri sottili.

I cittadini chiedono che la concessione dell’autorizzazione a procedere a Italcementi sia vincolata alla realizzazione e ai risultati di una analisi epidemiologica con metodo Crosignani da svolgere sul territorio su cui insistono le emissioni del cementificio. Tale analisi ha l’obiettivo di mostrare le reali condizioni di salute della popolazione e consentire di valutare se essa possa o meno sopportare uno stress aggiuntivo.

I comitati auspicano che gli amministratori e gli enti considerino pienamente le evidenze esposte sulla base del ruolo e delle responsabilità ricoperte.
Continua l’appello ai sindaci affinché la voce dei cittadini non rimanga inascoltata.


Comitato La Nostra Aria, Comitato Aria Pulita Centro Adda, Rete Rifiuti Zero Lombardia

comitatolna@gmail.com ; ariapulitacentroadda@gmail.com; rifiutizeromerate@gmail.com


PER CHI VOLESSE LEGGERE LA DOCUMENTAZIONE COMPLETA RIPORTIAMO QUI SOTTO IL LINK AI DOCUMENTI:

00 - Osservazioni presentate in conferenza dei servizi
01 - Osservazioni Comitati 1 Aprile 2015
02 - Report sintetico Asl Isola Bergamasca 2013
03 - dgr.5547_2007
04 - Premature deaths attributable to air pollution
05 - Tabella aumento inquinanti (fonte SIA Italcementi)
06 - Utilizzo delle scorie da incenerimento di rifiuti e rischi per la salute
07 - Richiesta verifica applicabilità REACH - Medicina Democratica
08 - SIA VOL.2 Italcementi Luglio 2014, relazione n.13508450238/9974
09 - Osservazioni comitati 6 Agosto 2015
10 - Considerazioni SIA Calusco 6 Agosto 2015
11 - Articolo di Arpa Piemonte sul risultato dell’indagine epidemiologia sull’inceneritore di Vercelli











domenica 29 novembre 2015

CERTEZZE, SOSPETTI E SOLUZIONI - Assemblea a Calusco d’Adda del 27 Novembre 2015 - V.I.A. Italcementi.

Venerdì sera si è svolta a Calusco d'Adda l'assemblea pubblica organizzata da Legambiente “Certezze-Sospetti-Soluzioni”.
Avremmo voluto condividere con voi il video della serata, MA, purtroppo, ai due cineoperatori indipendenti presenti è stato impedito di filmare l’evento… forse gli organizzatori hanno voluto attenersi totalmente al tema della serata e ricordarci i “SOSPETTI” che stanno accompagnando tutta la vicenda in questi mesi. L’unica “CERTEZZA” è che il diritto di cronaca è stato negato.
La “SOLUZIONE” che noi auspichiamo è invece una semplice analisi epidemiologica.

Visto che quello che leggerete sulla stampa bergamasca sarà probabilmente altra cosa, cercheremo di fare un sunto della serata riportando il contenuto dei nostri interventi in qualità di pubblico.  Ci preme infatti ricordare che i comitati rappresentanti di 10.000 firme di cittadini non sono stati invitati né a presenziare né tantomeno ad intervenire come relatori. La serata si è svolta in un susseguirsi (interminabile) di interventi (lunghi!) a direzione unica, senza spazio al dibattito e soprattutto senza spazio a posizioni, se non antitetiche, almeno alternative. All’unica voce fuori dal coro (forse inaspettatamente), quella del Dott. Bai di ISDE Italia, il quale ha apertamente mostrato le palesi incongruenze dell’analisi tossicologica commissionata da Italcementi, sono stati riservati poco meno di 10 minuti quasi all’alba della mezzanotte. 

L’ingannevole slogan diffuso per questo progetto afferma che introducendo i rifiuti nel processo di combustione gli inquinanti vengono ridotti. NON E’ VERO !
Nel breve intervento dal pubblico concesso alla fine della serata come comitati, con dati alla mano (Studio di Impatto Ambientale redatto dalla stessa Italcementi), abbiamo mostrato che, già nel periodo di sperimentazione dal 2007 al 2013, sono diminuiti solamente pochi valori degli inquinanti gassosi, ma gli inquinanti più pericolosi sono aumentati con tassi che variano da un 10% fino a oltre il 4000%.
Gli inquinanti che aumentano sono relativi ai composti più pericolosi per la salute umana.  In risposta il  portavoce di Italcementi ha affermato che i valori delle emissioni sono sempre ampiamente sotto i limiti di legge. Questo non è mai stato messo in discussione dai comitati, ma  non dà alcuna garanzia per l’impatto sulla salute.
E’ emerso così l'intento puramente propagandistico della dichiarazione: le emissioni aumentano, ma non interessa a nessuno perché si rimane nei limiti di legge.

Legambiente ci ha accusato in separata sede di fare allarmismo tra la cittadinanza.
Ma è stato proprio l’intervento di Damiano di Simine, Presidente uscente di Legambiente Lombardia che ci ha pietrificato.
Al termine di un ragionamento sulle priorità degli interventi ha pronunciato le seguenti testuali parole  “Prima pensiamo a diminuire le emissioni… e poi contiamo i morti” .  
Bizzarro modo di voler tutelare i cittadini e l’ambiente visto che l’attuale stato della salute pubblica dell’area è già notoriamente precario: il rapporto Asl Bergamo 2012 per l'isola Bergamasca evidenzia infatti già una significativa incidenza di tumori derivanti dall'inquinamento.
Inoltre la nostra zona è classificata “classe A” dal Piano di Risanamento da inquinamenti atmosferici della Regione Lombardia per via del già elevato inquinamento atmosferico ed è quindi vietato creare condizioni che determinerebbero un aumento di inquinanti in atmosfera.


E’ per questo che riteniamo necessario lo svolgimento di una indagine epidemiologica che valuti lo stato di salute della popolazione a conferma di tutte queste evidenze.
Da qui la domanda secca gli amministratori presenti (Colleoni e D’Adda): perché non vi fate voi diretti promotori dell’indagine epidemiologica? Rispondendo così ad un dovere civico in rapporto ai ruoli ricoperti. L’unica risposta giunta da Colleoni in effetti non era una “risposta” ma risultava un discorso sulla difensiva, delegando il tutto agli enti preposto che sicuramente si sarebbero attivati.


Per fortuna tra il pubblico c’era il Dott. Paolo Crosignani, ex Direttore dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e noto epidemiologo. Il Dott. Crosignani ha brevemente raccontato che sul caso inceneritore di Filago la ASL di Bergamo ha completato l’analisi epidemiologica in corso solo perché costretta dietro intervento diretto della Procura della Repubblica!

E’ triste che una ASL non proceda spontaneamente ad una indagine epidemiologica, ma si attivi solo su ordinanza della Procura della Repubblica di Bergamo.
Come cittadini non abbiamo forse il DIRITTO alla salute?  Il diritto di conoscere cosa stiamo respirando? 

In sintesi tutti i presenti, con i loro tecnici (pagati da noi contribuenti), non hanno fatto altro che appoggiare il progetto con assurde teorie. Tra queste il fatto che Italcementi rende un servizio alla comunità perché aiuta a smaltire rifiuti non altrimenti riciclabili (?) e consente di non aprire altri inceneritori o di dismettere quelli la cui capacità è in esubero. Peccato che i limiti emissivi di un cementificio siano dalle 2 alle 9 volte superiori rispetto a quelle di un inceneritore. E alla domanda, posta dai comitati, sul perché i limiti emissivi di Italcementi non vengano a questo punto equiparati a quelli di un inceneritore nessuno ha dato risposta. In Germania, questa equiparazione è già una realtà. Questo però non lo dice nessuno dei relatori.

Tra i presenti alla serata anche il Presidente della Comunità Isola Bergamasca (CIB), Maria Grazia Dadda. La Sig.ra Dadda al nostro invito di partecipazione alla manifestazione del 7 novembre aveva risposto “la CIB ritiene opportuno declinare il suddetto invito a tutela del ruolo di garanzia delle diverse posizioni rappresentate”. Significa allora che tutte le posizioni rappresentate erano d’accordo con lo spirito di questa assemblea? Sicuramente all’assemblea almeno una posizione non era rappresentata: quella dei 10.000 cittadini che hanno firmato la petizione popolare promossa dai comitati.

Noi in ogni caso siamo ugualmente riusciti a far sentire la nostra voce.

Ribadiamo il nostro NO alla trasformazione del cementificio di Calusco in un inceneritore di rifiuti.

VOGLIAMO UNA INDAGINE EPIDEMIOLOGICA CON METODO CROSIGNANI.

I Comitati Promotori:
Comitato LA NOSTRA ARIA - Rete RIFIUTI ZERO - Comitato ARIA PULITA CENTRO ADDA

Per contatti e informazioni:
comitatolna@gmail.com - rifiutizeromerate@gmail.com -  ariapulitacentroadda@gmail.com



domenica 1 novembre 2015

Manifestazione del 7 Novembre contro la combustione dei rifiuti nel cementificio - Non passa inosservata!

La manifestazione di Sabato 7 Novembre a Calusco d'Adda, contro il progetto di incremento dei combustibili alternativi bruciati nella cementeria Italcementi, non passa inosservata: molte altre realtà di cittadini che si attivano per difendere la loro salute ci fanno giungere messaggi di partecipazione e solidarietà da tutta Italia.

Ultimamente Zero Waste Italy, tramite Patrizia Teoldi, ha pubblicato un articolo informativo sul suo bollettino a diffusione nazionale che qui sotto riportiamo.
Un grande grazie a chi dimostra solidarietà su un tema così importante!

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